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Archive for 22 ottobre 2008

Ovviamente mi riferisco a banche, fondi, borsa, mega aziende e confraternite di ladroni similari.
Ce ne hanno sempre combinate più che Bertoldo ai Francesi e noi, per anni, abbiamo desiderato, inutilmente, di fargliela pagare; adesso, che sarebbe il momento giusto, mi pongo la domanda: ci conviene?
Purtroppo la risposta è NO, semplicemente perchè ci tengono per le palle.

L’altro giorno seguivo il TG e per un momento ho provato una sconfinata ammirazione per gli Inglesi; un sacco di gente ha fatto un casino della Madonna per far sapere al proprio governo che, riguardo all’attuale situazione, saranno cazzi delle banche e che loro di certo non intendono cacciare un penny per salvarle.
E fanno male.
Che ci piacciano o no, agli Inglesi tocca fare tanto di cappello: sono partiti dalla loro isoletta brumosa ed hanno conquistato mezzo mondo, depredandolo come pirati ed arricchendosi in modo sfacciato per un paio di secoli; non che questa sia una cosa positiva, però bisogna riconoscere che, dove la popolazione indigena si è minimamente integrata col nuovo padrone -avete presente nuotare o annegare?- una volta arrivata o ritornata l’indipendenza le cose hanno cominciato ad andare decisamente bene, vedi Stati Uniti, Canada, Australia ed India; questo è dovuto al fatto che gli Inglesi, pur tra mille nefandezze, hanno dato a questi stati un’impronta moderna, a differenza di Francesi, Portoghesi, Spagnoli eccetera.
Lascio fuori dalla lista gli Italiani, visto che stiamo ancora aspettando qualche colonizzatore che dia a noi un’impronta moderna.

A casa loro si sono inventati la società attuale con l’industrializzazione, le lotte operaie ed il welfare state, nonchè tre quarti di mode e tendenze degli ultimi cinquantanni.

Ma adesso sbagliano a protestare.
Avrebbero ragione, ma in questo momento ci tocca mordere nel limone e dire che è dolce.

Stabiliamo, non come teorema ma come assioma, il fatto che

i poveri lo prendono sempre nel culo

E fin qui siamo tutti daccordo, no?
Mi ci metto pure io nei poveri, vista la mia influenza sui grandi sistemi; che poi me la passi meglio di tanti altri disperati è un fatto che mi lascia comunque impotente nei riguardi della situazione italiana, europea e planetaria.

Adesso ragioniamo, o sragioniamo, tanto se il protagonista sono io, non si vede la differenza.

Le grandi aziende.
E’ di ieri la notizia che si sta pensando a nuovi incentivi per le automobili e gli elettrodomestici; siamo alle solite: finchè c’è da guadagnare, le società si beccano i dividendi, quando si fa grigia, si beccano gli aiuti pubblici, che si scrive così ma si pronuncia ci ravanano nel portafoglio.
O così o pomì: forse forse è meglio cambiare macchina e frigo che pagare cassa integrazione, mobilità o sussidi di disoccupazione a migliaia di lavoratori ai quali, prima o poi, ci tocca trovargli un posto come insegnanti, con il risultato di arrivare ad un rapporto studenti/docenti uguale a uno, quindi un po’ peggio  di adesso.
Idem per Alitalia: se continuano a volare, qualcuno che paga il biglietto ci sarà pure, ed a noi spetterà tirare fuori la differenza; se restano a terra ce li ritroviamo tutti su queste spalle, anche perchè i dipendenti Alitalia non possono neanche fare i bidelli; forse in qualche scuola alla Magliana, ma sarebbero troppo bori pure lì.
Quindi ci conviene pagare l’uovo oggi piuttosto che la gallina domani.

La Borsa.
Qui balle non ce ne sono: in tutto il mondo un centinaio di persone decidono cosa deve fare la Borsa, se salire o scendere; se non sei uno di quei 100, non ti ci mettere, oppure stacci, ma sappi che sei una foglia nel vento.
Forse Arabi ed affini hanno capito che con tutti i soldi in più, piovuti dal cielo con il petrolio fino a 150 dollari, ci possono fottere meglio che cento Bin Laden.
Comunque non possiamo farci niente, salvo rivestire tutto l’Occidente di pannelli solari e quando ci scappa una scorreggia correre a farla su un generatore eolico o imbottigliarla come succedaneo del metano.
Ragazzi, questa è macro economia: riuscite a seguirmi?…

Le Banche. (dimmerdamerdamerdamerdamerdamerdamerdamerda)
Lo so, non ditemi niente.
Ci fottono da sempre; ultimamente, poi, con bond argentini, Cirio, Parmalat e mille altre iniziative delinquenziali hanno veramente passato il segno.
Purtroppo sono le loro mani quelle che ci tengono per le palle.
Tutti i nostri soldini non sono altro che file (file con la i, non con la ai) di numeri nei loro computer: se dicono che va tutto a puttane, è riferito a noi, non a loro.
Se da un giorno all’altro gli gira, quando infiliamo il bancomat nell’apposita fessura ci risponde una pernacchia e compare la scritta “andare a prendere la minestra alla Caritas”. E non sarebbe una bella cosa.
Augurare il peggio alle banche sarebbe il minimo, ma sarebbe anche come sperare che venga il Parkinson al chirurgo che ci sta operando: gli scappa una bisturata e… “Ops!… O cazzo, ma quella era l’aorta? Va beh, cosa c’è da guardare? Qualcuno dia una pulita per terra…”

Avete presente uno che vi deve un sacco di soldi?
Lo odiate, ma siete anche quello che la notte prega per la salute e la lunga vita di quel gran figlio di puttana.

Morale della favola, ci toccherà tirare la cinghia: spendere un po’ meno al supermercato, usare un po’ meno l’auto, concedersi qualche vacanza in meno.
Ma risparmieremo comunque meno di quanto ci aspettiamo: una parte dei nostri soldini risparmiati andra, sotto varie forme, ad aiutare la grande distribuzione, i petrolieri e le associazioni di albergatori; questi ultimi, poi, sono fantastici: quando c’è il tutto esaurito dicono “mmm…, sì, tutto sommato…”, quando hanno un letto vuoto, si vedono già sul marciapiede a suonare l’organino ed a far ballare la scimmia…

Non mi incazzo neanche più: infatti, con un sorriso disincantato, senza rancore, mando a tutti loro un cordiale vafanculo.

Dottordivago.

P.S. Se qualcuno mi spiega se e dove sto sbagliando, mi fa solo un piacere…

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