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Archive for 23 gennaio 2008

Bon, è andata. Mio papà l’ha sempre detto: “Meglio un figlio frocio che simpatizzante di Prodi”. Ed io, tieni tieni ma alla fine devo dirlo: mi stanno buttando tra le braccia di Romano, o quantomeno mi costringono a provare per lui un sentimento che ricorda la simpatia.

Nel post “Prodi, Giovanni e Giacomo” avevo già accennato alla mia folgorazione sulla via di Bologna -abita lì,no?- dovuta più che altro alla mia ormai nota simpatia per i perdenti. Adesso, vederlo in un angolo del cortile, tutto solo, con la sua testa grossa e i suoi lividi, che non piange, quello no, però comincia a sporgere il labbro inferiore  e a tirare su col naso- da noi si dice fare il casù, ma ci vorrebbe quella merda di una U coi puntini sopra, che non so dov’è…- ed è uno spettacolo che spezza il cuore.

E questo perchè due bulletti, anzi no, due viscidi ruffianetti che insieme non valgono la metà di Romanino, rischiano di fargli cadere il governo.

Il problema di Prodi è l’incompiutezza: è una merda, sì, ma non abbastanza per dei merdazzoni -scusate il neologismo ma merdoni mi sembrava poco- come il Lamberto (e pregiudicata signora) e l’Immondo Clem (con signora in attesa di giudizio).

A loro parziale discolpa posso dire che con quei nomi… sono cose che ti segnano. Se uno si chiama Clemente e non diventa Papa non ha capito un cazzo, mentre l’altro ricorda i fumetti erotici degli anni 70, tipo “Il Tromba, Il Lando e Il Lamberto”.

In realtà c’è poco da ridere: uno voleva che Prodi salvasse il culo della moglie, l’altro che salvasse i culi di mezza Ceppaloni. Il problema è che ne avevano combinate troppe; dovevano accontentarsi dell’indulto, tipo la sciura Dini o cercare di tamponare la situazione e tener duro un mesetto finchè tutto veniva messo a tacere, tipo Mastella, moglie, consuocero e mezzo parentado.

No, questi volevano il percorso netto: tutti assolti, tutti liberi, mille scuse e “quant’è per i danni morali?”. Come uno che gli casca l’orologio nella turca e pretende di ritrovarlo, come minimo, e pulito e profumato, in aggiunta.

Mi rimane una schizzetto di merda sulla giacca? E tu salutami il governo. Tanto ci penserà il Silvio a riportarli sulla poltrona.

Oh mama, il Silvio… Se penso che l’alternativa a Romano è lui, con la sua processione di sacrestani, chierichetti, viceparroci, curati e su su fino ai cardinali… Oh mama.

Sì, ma stavolta col cazzo che lo voto, il Circo di Arcore.

Questo non voto, l’altro nemmeno, come faremo, come faremo? Ormai votantonio votantonio votantonio… Avere un Antonio La Trippa da votare sarebbe già meglio.

E il povero Romano è lì che gira, e non sa a che santo votarsi, e non ha più niente da offrire a nessuno. Mi ricorda un po’ come diceva uno dei miei defunti maestri di vita, Giovanni Scagliotti: se trovo una donna a cui piaccia l’uccello molle, la faccio morire.

Dottordivago.

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