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Archive for 22 gennaio 2008

Nel post “Perchè non credo?” ho esposto una serie di attività che rendono un mucchio di soldi e che richiedono solo un’immensa fiducia nella sconfinata stupidità umana, proprio ciò in cui io non riesco a credere con la necessaria intensità, rimanendo così  tagliato fuori dai vari business. Da qui l’idea di comperare un set di fruste e cercare clienti da fare neri beccandogli anche un mucchio di euri (quando sono tanti sono euri, ndr).

Ma adesso ferma un attimo che mi scappa di divagare.

Tra le altre cose me la prendevo con l’omeopatia, che consiste nel mettere un cucchiaio d’acqua in un botticino e venderlo, almeno, a quaranta euro, sennò perde l’unico effetto scientificamente provato che possiede: l’effetto placebo.Portavo l’esempio del mio amico Pedro che, all’insaputa di tutti, si è fatto suicidare da un omeopata, convinto di curarsi la leucemia con l’acqua. E neanche quella di Lourdes, no: quella distillata, quella del ferro da stiro, per intenderci. Quando ha capito era troppo tardi.

Torno sull’argomento per rispondere al seguente commento al post in oggetto:

K Says:
Gennaio 4th, 2008 at 02:15 Che immedesimazione presuntuosa è la mia, ma che solitudine si potrà mai aver provato a dover tener nascosto a tutti gli ‘amici’ la scelta di una terapia non convenzionale per paura di essere etichettato come un idiota.

Non potevo rispondere prima perchè ero assente giustificato.

Guarda, K, tu sei un po’ criptico ed io non sono intelligentissimo, ma mi pare di capire che provi simpatia per il povero Pedro, cosa per altro sacrosanta, ma definisci una cosa del genere “una terapia non convenzionale”.

Curarsi con l’acqua, le gemme, i colori, i fumi, gli aromi e altre cagate va bene se non hai niente da cui guarire, se t’ai del bali, come si dice al mio paese, se hai delle balle o le paturnie: in quei casi qualsiasi terapia non convenzionale ottiene un 60% di “guarigioni”, che è ne più ne meno la percentuale di successo dell’effetto placebo in questi casi, effetto che funziona anche con patologie reali ma ovviamente con percentuali molto inferiori.

Ma se tu c’hai un maramau che ti trasforma il sangue in piscio, o un altro che ti mangia un organo, o solo un’articolazione infiammata, DEVI ANDARE DAL DOTTORE! E pregare che sia quello giusto e che arrivi in tempo.

E se mai nella vita scoprirò che qualcuno sta facendo la fine di Pedro, prima lo trascinerò per i capelli in un ospedale vero e, se sarà troppo tardi, lo finirò a calci nel culo. E va’ che deve essere una brutta morte…

Bon, fine della divagata.

Dov’ero rimasto? Ah, già, la frusta. Come arrivo a questa iniziativa commerciale? Semplicemente verificando che moltissima gente ha superato la sindrome da shopping compulsivo -SSC- per approdare alla sindrome da shopping masochistico -SSM-, molto più grave. Conosciamola meglio.

La vecchia SSC ti spingeva a cambiare l’auto. La SSM idem, però te la fa comperare mezzo metro più lunga, mezzo metro più  larga, un metro più alta, il 20% più pesante, il 20% più costosa da acquistare e da mantenere; e, visto che le leggi della fisica non sono belinate, più lenta ed instabile.

La SSC ti faceva desiderare la Perrier, perchè se l’acqua non arriva dalla Francia e non costa come il vino, che acqua è? La SSM ti spinge all’acquisto dell’acqua Fiji, che arriva da sotto i piedi; no, non dal pozzo: dall’altra parte del pianeta, porca troia! Oppure la Iceberg, ottenuta sciogliendo, appunto, il ghiaccio degli iceberg, sul quale mi auguro ci abbia pisciato un Inuit e che venga scongelato a scorregge di otaria.

Con la SSC cambiavi il cellulare e lo volevi piccolissimo e placcato d’oro, o tempestato di swarovsky. Con la SSM  lo vuoi grosso come The Brick, il primo cellulare dell’84 che pesava due chili,  che costi come un acceleratore di particelle e che abbia le funzioni di C1, quello di Star Wars, solo che tu sei iggnorantecanebbestia e ci sai dire solo “pronto”.

Se sofrivi di SSC comperavi “le primizie” dall’ortolano. Se sei inguaiato con la SSM comperi la ciliegie e le pesche a Natale, che sono raccolte acerbe nell’altro emisfero e non sanno di un cazzo, però costano come un rigone di bamba.

E se vai in discoteca, solo posti tipo Billionaire, dove ti beccano, sì, duecento euro ma almeno ti fanno fare tre ore di coda fuori.

Potrei andare avanti delle ore. Solo un ultimo esempio, ultra sfruttato: con la SSC comperi i pantaloni nuovi, con la SSM li comperi già rotti ma spendi il doppio.

Quindi?

Quindi cerco soci per un enorme centro multiservizi dove si vendano dai super plasma che non entrano in casa, così devi lasciarli fuori e guardarli col videocitofono, alle mutande con già la frenata sul culo. Poi un beauty center che fa trattamenti a base di elasticate sulle orecchie ghiacciate o una “terapia asciugante” che prevede come unico cibo salatini, semi di zucca e Pringles e, come suggerito da Elena, Red Bull come unica bevanda . Tiepida.

Per me terrei il ruolo di PR: aspetterei i clienti all’uscita e distribuirei frustate di commiato: con un piccolo sovrapprezzo, of course.

E poi mi congederei con un sorriso e un calcio nella portiera.

Dottordivago.

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