“Vi sono in cielo ed in terra, Orazio, assai più cose di quante ne sogna la tua filosofia”.
Shakespeare lo faceva dire ad Amleto e, senza volermi paragonare a cotanto autore, vorrei farvi notare che ci sono in giro ipocrisie, falso perbenismo, comportamenti di facciata,”questioni di principio” e falsità generiche in misura maggiore di quanto sia umanamente immaginabile e sopportabile.
Premesso questo, mi sento in dovere di dare risposta alla domanda che si porranno, senza peraltro perderci il sonno, quelli che visiteranno questo sito:
perché il panda deve morire?
Questa cosa è nata nel lontano ‘94, nei giorni dopo l’alluvione subita dalla mia città, Alessandria.
Mi trovavo con un bel gruppo di volontari accorsi da ogni dove per dare una mano agli alluvionati. Eravamo seduti intorno al fuoco -che bello iniziare così una storia..- e avevamo eletto a vittima della serata una khomeinista verde, una pazza ecologista integralista che era più preoccupata dell’inquinamento che dei morti.
Mi sono sentito in dovere di dirle tutto quello che mi passava per il cervello, compresa la filippica contro il panda che sto per esporre e, siccome mi piace apparire più stronzo di quello che sono, ho concluso dicendo che sognavo di possedere una pelliccia di panda sulla quale trombare Licia Colò in lacrime.
Tornando ad oggi, perchè il panda deve morire?
Bella stella, per me può vivere fino a mille anni, però il suo modo di vivere me lo fa diventare un’icona sfigata, fasulla e stupida e, allargando il concetto, incarna tutti i comportamenti fasulli e stupidi degli uomini.
Quindi, così come dico “porco cane” pur amando i cani più di tanti cristiani, allo stesso modo proclamo che il Panda deve morire.
Perchè?
Perchè il panda non si adatta, non si arrangia, non si aggiorna. E’ un orso grosso come un bue, con dei denti così e non mangia bestie, cristiani o dolce della casa.
Odio gli sprechi e pensare che un bestione così, che potrebbe vivere di prepotenza, si comporti come vedremo, non mi va giù: è come se Michelangelo avesse fatto l’imbianchino e Rocco Siffredi lavorasse in fabbrica.
Quindi, cosa mangia ’sto panda?
Lo sapete benissimo: mangia il bambù, e solo poche specie delle oltre tre o quattrocento esistenti ma non è un capretto, è un orso, così, pur vantando livelli di colesterolo e trigliceridi invidiabili, non ha la forza di piantare uno spillo in un budino e non ha energie e tempo per riprodursi.
E’ così: l’ultima volta che un panda s’è fatto una panda, si fumava ancora al cinema.
‘O animale passa 15 o 16 ore al giorno mangiando e cagando, per il resto dorme.
E chiamalo scemo, potrebbe dire qualcuno; pensandoci bene un paio di settimane all’anno da panda me le farei pure io.
Quindi come tipo di vita non sarebbe da disprezzare.
E’ solo che non gli va bene niente: se c’è uno che fa un picnic lì vicino, lui si offende e si sposta di chilometri e se trova una strada o una casa si sposta ancora e, se non lo arrestano per vagabondaggio, muore di fame.
Solo che quel picnic, la strada e la casa si chiamano “terzo millennio” e lui questo non lo accetta.
Altre bestie lo capiscono e si adeguano; tu prova a coltivare un orto in Africa: non raccoglierai un’ostia perché tu rompi le palle agli elefanti, che sono lì da una vita, e loro ti spiantano i pomodori.
Vengono a mancare le prede naturali della tigre del Bengala? E allora il gattone ripiega sull’indiana, intesa non come cucina ma come signorina che passa da quelle parti.
Il progresso avanza? E allora lupi, procioni ed orsi bianchi te li ritrovi a ravanare nei cassonetti dell’organico.
Poche balle: il panda sopravvive per una forma di accanimento terapeutico da parte nostra, siamo per lui una specie di telefono amico che gli urla nella cornetta “Non fare sciocchezze, la vita è bella”, quando lui vuole solo farla finita.
E’ chiaro di che bestia stiamo parlando?
Sia ancora più chiaro, e lo ripeto, che non ce l’ho in modo diretto con quella sfiga vivente d’una bestia.
E’ solo un’icona negativa, ma se fosse in grado di sfangarla da solo, senza aiuti istituzionali, sarei felicissimo di sapere che in Cina i panda crescono e si moltiplicano come i conigli selvatici in Australia. Ma solo a condizione che lo faccia con le sue forze: una specie esiste finchè si adatta all’habitat, e non viceversa.
Se l’habitat cambia, a causa di un asteroide, di un vulcano o dell’uomo, bisogna adattarsi o estinguersi: abbiamo invaso centinaia di ecosistemi e li abbiamo spianati, certo, ma se tanti animali sopravvivono non vedo perché ’sto babbeo non si dà una mossa a quel culone peloso.
Noi dovremmo limitarci a non uccidere gli animali per la pelliccia o l’avorio o altro, poi che s’aggiustino a campare come hanno sempre fatto, con un minimo d’impegno da parte nostra per lasciargli un po’ di spazio.
Anche nella nostra società c’è chi non si adatta, come i vari dipendenti pubblici che rivendicano i “diritti acquisiti”, i sindacati che pretendono di mantenere un sistema pensionistico che non ha pari al mondo, gli ecologisti che non vogliono un ponte (oh, quello di Messina non lo voglio neppure io…) o una strada perché inquinano il paesaggio.
Quando i cavalli sono stati sostituiti dalle automobili, i maniscalchi sono diventati meccanici; ragionando da uomini-panda, oggi i maniscalchi sarebbero in cassa integrazione, pagata da noi, da un centinaio di anni.
Insomma, ce l’ho con gli uomini-panda, i fasulli, gli ipocriti e gli stupidi, quelli che non accettano il mondo e questa epoca, gente che non vuole capire che per fare la frittata si devono rompere la uova, che se sei in guerra ti tocca anche tirare qualche fucilata, che se cominci a lavorare a trentanni ed hai un’aspettativa di vita di ottanta non puoi andare in pensione a 55, gente che vuole cambiare il mondo senza cambiare sé stessi per primi e senza pagare il minimo scotto.
Quando faccio questi discorsi mi becco regolarmente del fascista; è il destino di noi realisti: guai a dire, per esempio, che se uno era uno stronzo da vivo resta uno stronzo anche da morto o che se uno non è in grado di fare tre scalini non è diversamente abile, è handicappato.
Allargando il significato di panda, ce l’ho con i falsi, quelli per cui è sempre una questione di principio quando è chiaro che si parla di interesse personale, o che parlano solo “politicamente corretto”, o che vanno in guerra, sì, ma in missione di pace.
Sono tutti panda, come i nostri politici, che fanno finta di non capire che così non dura, che sta finendo anche il loro bambù, sempre che non cambino dieta e finiscano di mangiarci quello che ci resta.
I Panda stanno in auto in un ingorgo e s’incazzano con quelli che non usano la bici, non arrivano a fine mese per colpa del governo e non perché hanno comperato a rate le vacanze (“per staccare la spina” -e sono quelli che non fanno un cazzo tutto il giorno-), il divano (“cinquanta euro al mese non te ne accorgi…”), il palmare (per dire “pronto” -di più non gli serve-), il navigatore (per fare il giro dell’isolato), il televisore (plasma o morte!).
I Panda danno la colpa alle cose, tipo l’euro che ha raddoppiato i prezzi, quando la colpa è degli uomini, che ci hanno messo due anni per capire quanto stavano spendendo, che l’euro valeva 2000 lire, non 1000: sono i coglioni che hanno armato la mano degli speculatori .
I Panda danno la colpa agli uomini, tipo il surriscaldamento globale, quando la colpa è delle cose, visto che il nostro pianeta è un tipetto volubile che si sta scaldando per conto suo e noi possiamo fare poco -non ho detto “niente”- nel bene, mentre possiamo fare un po’ di più nel male, ma resta il fatto che raffreddare un pianeta che si scalda è un lavoraccio: non è che puoi metterlo a raffreddare sulla finestra come la torta di Nonna Papera.
Un tempo la terra era una palla infuocata che si è raffreddata e riscaldata da sola migliaia di volte: diecimila anni fa qui da noi era tutto ghiacciato, poi, solo mille anni fa nelle isole britanniche si coltivava la vite e l’ulivo, mentre i vichinghi battezzavano “Terra verde” la Groenlandia, oggi un mare di ghiaccio.
Tutto questo è avvenuto senza alcun intervento umano.
Riguardo al riscaldamento attuale, è palese che noi ci stiamo mettendo del nostro, ma governi, banche e multinazionali ci fanno guardare da un’altra parte: si parla di combattere la CO2 modificando le tecnologie e sconvolgendo il nostro modo di vivere, quando basterebbe che le case petrolifere smettessero di bruciare i gas presenti nei giacimenti di petrolio
-che è antieconomico recuperare- per ridurre del 15% l’immissione di CO2 nell’atmosfera; in un colpo solo si otterrebbe più che con l’intero Protocollo di Kyoto, la cui applicazione comporterebbe aumenti vertiginosi dei costi di produzione, costi che, casualmente, pagheremmo noi mentre a governi e grandi potentati non resterebbe che pensare a come guadagnarci su.
Mi fanno incazzare le aziende che piantano quattro alberi in Sud America per rendere ecosostenibili ed ecocertificabili i loro prodotti, che poi fanno realizzare nel Quarto Mondo a costo tendente a zero e lasciano a casa i dipendenti nel loro paese.
Invece il “Panda” si preoccupa per i SUV, che io peraltro detesto, o per le scorregge delle mucche o per la verdura a chilometri zero: tutte cose sacrosante, ma che corrispondono a mettersi gli stivali di gomma quando arriva lo tsunami.
I Panda si preoccupano per il surriscaldamento del pianeta e non della merda che mangiano, bevono e respirano, roba che, peraltro, crea problemi a più breve scadenza.
Ultimo esempio di Panda: lui dice “di colore, diversamente abile e ci ha lasciato” mentre pensa “negro di merda, storpio del cazzo e crepa bastardo”.
Essere Panda è tutto questo e altro ancora, e sono questi i Panda che devono morire.
Concludendo, ce l’ho con un buon terzo del pianeta, e a volte pure con me.
Per cui, guerra alle ipocrisie ed ai pandismi.
E se non siete d’accordo, fate di me carne di porco.
Dottordivago
condivido completamente la tua opinione ma allora sono fascista anch’io?
sai che ti dico con me il panda non morirà e per stare più tranquillo me la sono comprata a metano, chissà che nel mio piccolo non abbia fatto crescere un pò di bambù, sei stato cosi’ completo nell’identificare i panda tipo, che mi sono accorto che al mondo siamo circondati da panda e siamo noi in via di estinzione
Forse potresti decidere di non pubblicare il mio commento, tuttavia, quando ho letto alcune pagine del tuo blog, mi sono detta: “molto interessante, ma perché il panda deve morire?. E così ho letto questa pagina…
Ti esprimo le mie perplessità su alcune cose che hai scritto:
1) E’ vero che il panda non mangia bestie, ma forse ti è sfuggito che anche molti umani (modaioli, secondo me) non mangiano bestie!
2) Ci sono tanti altri animali che “vivono a scrocco”: le zanzare non vivono forse a scrocco di noi poveri umani? ma suvvia!, allora, sterminiamo tutti gli animali che riteniamo più inutili (ognuno qui potrebbe sfoggiare le sue personali antipatie: ragni, insetti, api, zanzare, et similia)!
3) per tua informazione, sono a rischio d’estinzione anche altri animali, meno inutili, come la tigre!
4) può darsi che hai ragione, sul riscaldamento globale, ma non pensi anche che sono proprio i nostri rifiuti tossici ad avvelenare cibo, aria e acqua??? Non è anche forse tutta questa tecnologia moderna (che uso e che in parte mi piace) ad avvelenare il mondo?
lui dice “di colore, diversamente abile e ci ha lasciato” mentre pensa “negro di merda, storpio del cazzo e crepa bastardo”.
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Ci ho fatto un post sul politically correct… lo odio come e quanto te.
caro Dottordivago, alla luce di quello che ho letto fino ad ora le devo fare i miei complimenti, lei è davvero un numero 1!
Un e non “il”, semplicemete perchè a seconda degli argomenti ho già altri numeri 1….
Adesso però mi sono rotto il cazzo e continuerò dandoti del tu come peraltro è sempre stato.
Mi dispiace di aver scoperto solo ora questa tua vena poetica/critica, ti voglio dire che sei veramente in gamba e in particolare, che tratti i vari argomenti come vanno trattati, senza tanti fronzoli e soprattutto senza dire tutte quelle puttanate che solitamente dicono i panda.
Quindi in una modalità del tutto tua, com’è peraltro è giusto che sia, tagliente al punto giusto e con quella classica ironia dei veri Alessandrini….non uso volutamente il termine purosangue in quanto conscio del fatto che nel passato di quasi tutte le famiglie sbuca sempre fuori il classico parente terrone!!!
Onestamente non c’è una vera ragione sulla mia decisione di scriverti, se non quella che anch’io odio i panda, ma credo che il vero motivo nasca dal fatto che mi ha sempre fatto piacere vederti, le volte che è capitato, trovandoti decisamente graffiante sui vari argomenti e di una simpatia rara.
Ora ti devo lasciare, c’è una persona che mi sta ropmpendo le palle qui vicino. Alla prossima ciao
La rivoluzione sta nascendo, passa attraverso blog come il tuo e il mio, cambieremo qualcosa lo sento.
Porteremo i panda uno ad uno in piazza e li decapiteremo…
Forse non sarà domani, ma prima di quanto crediamo…
Auguri!!!
Io ho il timore che saranno i panda, che sono tantissimi, a farci un culo così.
Comunque preferisco la tua previsione.
Torna a trovarmi.
Dottordivago
Arrivo dal Nepal via tuttoquà.
Dottordivago: sei grande!
Niki
Grazie , cara; purtroppo mi becchi proprio in un momentaccio, ma appena ho un minuto ti rispondo come si deve.
Ma tu…
(Maestro, un Mi, per favore…) Tornaaaaa… ’sto blog aspetta attèèèè…
Dottordivago
Vorrei solo dire a tutti coloro che pensano ke il panda debbe morire, ke farebbero un favore all’umanità se la liberassero dalla loro presenza inutile in quanto umani che nn capiscono un cazzo.
Se persone come voi non esistessero il mondo sarebbe più bello.
grazie
Il senso dell’umorismo non lo vendono in farmacia.
Nemmeno la coerenza sintattica verbale né l’ortografia.
Senti un po’, Ska, cosa fai, mi bruci il post di domani, eh?
Dottordivago
Ossignur…gente come te, cara Ross, da alla parola “animalista” quella sfumatura negativa di “ottuso integralista privo di senso dell’umorismo” che li (ci?) porta a stare sulle balle a tutti…
imparate l’italiano voi ke è meglio. e tu Anna riempiti meno la bocca di paroloni che nn hanno senso.
e cmq il vostro senso dell’umorismo potreste anche mettervelo… in tasca.
Secondo me dietro a questa Ross c’è qualcuno di noi che ha voglia di fare uno scherzo agli altri, ma si è tradito; troppo ottusa, troppo incazzosa, troppo ignorante, troppo di tutto: non può essere vera…
Dottordivago
sostengo Ross con tutta me stessa. E’ l’unica persona intelligente tra di voi.
non ho mai sentito gente così ignorante e cattiva verso animali ke nn fanno male a nessuno.
se ammassero voi (cosa più ke giusta) come vi sentireste?
Ti assicuro Carissimo ke nn sono una di voi anche perchè mi farebbe troppo schifo.
sono d’accordo con jojo, se ammazzassero voi di sicuro nn mi sentirei in colpa ma anzi sarebbe una liberazione e un bene per l’umanità intera.
e non dico questo perchè sono un’animalista sfegata ma perche ho un CERVELLO, al contrario di voi.
Jojo: se mi “ammassero”, e fosse “ammore” vero, ne sarei felicissimo.
Ross: non ti cago, abbiamo già dato…
Stampy: metti una “o” tra le due “enne” e magari ti rispondo.
A tutti gli altri: non era mica facile fare un filotto di cucù del genere, eh?
Dottordivago
se tu fossi intelligente riusciresti a capire ke (che) nn vuol dire “non”. Però del resto da uno che scrive e pensa certe cose non si può pretendere molto.
E poi un’altra cosa, non sei un professore di Italiano e qui non stai correggendo un compito. Quindi pensa al succo e non alle parole!
Carissimo, meno male ke (che) nn (non) mi caghi anche perchè sarebbe un disonore.
Sono stata via per un po’ e mi son persa tutto questo ben di dio…..
Non ho parole……
Il panda non è in via di estinzione!
…. tanti nemici…. tanto onore
Doc: complimenti.
Un simile riscontro ti consente, secondo me, di poterti fregiare del titolo “nemico pubblico numero uno dei decerebrati”. Se vuoi la spada di legno e il colapasta da metterti in testa per partire verso il fronte della guerra contro l’idiozia, posso vedere dove ho lasciato i miei dopo l’ultima battaglia… ammaccati, ma ancora utilizzabili.
E’ evidente, a mio avviso, la totale mancanza nei programmi scolastici moderni della puntata “METAFORA”.
Siccome sono un inguaribile ottimista, invito stampy e ROSS a leggersi questo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Metafora
E poi, una volta compreso bene il significato, rileggersi il post che tanto le ha colpite. Coraggio, ce la potete fare.
Devo riconoscere che questa cosa, avulsa da ogni contesto, mi ha enormemente divertito.
Quella che invece mi preoccupa, più in generale, è che Alda, Giovanna e Giacoma hanno ventanni e francamente credevo fosse impossibile, a quell’età, dimostrare la chiusura mentale di un incattivito ottantenne ed il senso dell’umorismo di un malato terminale.
Comunque, adesso…
DRRRRRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIINNNNG…
È suonata la campanella, la ricreazione è finita e si torna alle cose serie.
Oddio, magari proprio serie no, ma neanche così da stupidi.
Dottordivago
Primo: cara Lacantamessajunior innanzitutto hai detto una gran cazzata perchè i panda SONO in via di estinzione.
Secondo: misterpinna questo sito non ha metafore
Terzo: Dottordivago mi dispiace che tu sia così geloso della mia età. Avrò solo 20 anni ma ti assicuro che il mio quoziente intellettivo è ben al di sopra del tuo. E poi portare un pò di rispetto per i malati terminali visto che un giorno potresti esserlo anche tu non t farebbe male.
d’ora in poi libererò questo sito dai miei commenti cosi sarete tutti più contenti e io non sprecherò più tempo.
Niente da fare.
Mi sa che devo rivedere le mie teorie sull’apprendimento.
O forse devo smetterla di farmi ottimistiche illusioni.
Ma non ce la faccio a tacermi…
Non posso credere che una persona che scrive commenti su un blog (utilizzando quindi uno strumento che presuppone il possesso di qualcosa in mezzo alle orecchie) non capisca come l’autore di questo blog non ce l’abbia con il panda, ma “metaforicamente parlando” con tutti quelli che si comportano come il panda.
Anche dall’ultimo commento, si evince come “Alda” non sia in grado di astrarre dal mero significato letterale di quanto legge.
Porco cane!
Nota bene: Porco cane è un’esclamazione di disappunto.
Non voglio con questo offendere né i suini, né i canidi. Né affermare l’eguaglianza tra suini e canidi. Si usa, ok?
Mi viene in mente un esempio… giuro che è l’ultimo tentativo.
Avete presente quando, parlando di un pedofilo, qualcuno si lascia andare a commenti tipo:”Quel porco dovrebbero ammazzarlo” ?
Ecco… secondo voi, ce l’ha col pedofilo… o con un porco (inteso come portatore sano di prosciutti) a caso?
PS: vi suggerisco una soluzione sbagliata all’indovinello:
Il panda non è pedofilo.
>> e tu Anna riempiti meno la bocca di paroloni che nn hanno senso.
Gioia mia, questi paroloni di senso ne hanno eccome, sei tu che non li capisci. Il che, a 20, è francamente preoccupante…
>> se ammassero voi (cosa più ke giusta) come vi sentireste?
Suppongo che volessi dire “ammazzassero”…beh, se mi ammazzassero, immagino che non sentirei più niente del tutto, no?
@ DottorD: questi, mio caro amico, in “Internettese” si chiamano “Troll” ( http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(internet) ), e per quanto facciano venire voglia di risponder loro a tono (o peggio, ok) , di solito è meglio lasciarli perdere, se no non te ne liberi più…
* a 20 ANNI *, intendevo…oddio, che l’analfabetismo di ritorno sia contagioso?!
Questi gggiovani sono il nostro futuro??? Temo che andrò a cibarmi anch’io di due o tre tipi rarissimo di foglie di eucalipto fino all’estinzione.
Purtroppo non riesco a divertirmi più di tanto perché questo genere di ventenni mi sembra ormai predominante. Popolo di Maria de Filippi e nel migliore dei casi futuri ministri delle pari opportunità.
Bambù, non eucalipto! Meglio eclissarmi, oggi non sono proprio in forma
Sono troppo pigro per sopportare tutto ciò
Sono all’estero e mi è giunta la terribile notizia che siamo stati attaccati da un “branco” di storni.
Così mi precipito in un internet-point ed apprendo il disastro.
Mi guardo intorno, smarrita, e vorrei tornare indietro nel tempo per votare SI alla caccia, e vorrei che mio zio avesse ancora quei bei cannoni ad aria compressa che spazzavano via nuvole minacciose ed uccelli cacaioli da sopra i suoi peschi.
Poi mi accorgo che è già arrivato Misterpinna sul luogo del disastro e sto tranquilla: con il suo “Porco Cane” siamo diventati immuni da qualsiasi attacco demenziale.
(Ho riso fino alle lacrime!)
Doc, grazie di esistere, con il tuo blog li staniamo tutti!
Elena
Quando sono particolarmente di cattivo umore vengo a rileggermi questa pagina con relativi commenti… mi fa troppo ridere. Dovete essere comprensivi, io vivo in un paese panda! Ogni tanto mi devo fare le flebo antipirla…
ciao Dottordivago!
Buona Pasqua!
Mah… più che il panda DEVE morire io direi che il panda PUO’ morire, come possono morire (ecco il mio lato da killer) tutte le persone idiote che perdono tempo (quindi anch’io) a scrivere in un blog che dovrebbe avere un valore umoristico (satirico?). Comunque qui su due piedi il Doc mi pare un bel tipo sulla quarantina (forse mi sbaglio) che non ha moltissimo da fare più che perdere tempo pensando di recare un messaggio mondiale e di contribuire al miglioramento generale sconfiggendo i finti perbenismi e le ingiustizie globali! vai, tu e taxifriver ci guiderete verso un futuro senza panda, koala, tigri, natura… ma in fondo che ce frega? basta che ci divertiamo noi! ma si, distruggiamo tutto! la natura? e a che serve? sei tu il vero panda e non te ne rendi conto. Vuoi svuotare di significato, attraverso l’umorismo, tutto ciò che di bello abbiamo e stiamo perdendo: tu sei un infelice cronico (forse ci becco chissà) che nascondendosi dietro la maschera del cazzuto menefreghista che va in giro a testa alta, pieno di sè, pensa di essere superiore a chi, innocentemente, vuole fare il suo (voi li chiamate ambientalisti? io li chiamo esseri umani) collaborando alla creazione di un futuro per i propri figli (eh sono proprio egoisti). Tutti noi abbiamo una maschera: forse io sono un iraqueno estremista (o forse no) e cerco di redimermi scrivendo giusto due parole su questo blog. I latini (la sapevano lunga) affermavano che verba volant scripta manent: ma più che altro io mi preoccuperei per la dispersione degli scripta. Ognuno mette la sua opinione, viziata da educazione e contesto in cui si trova, e ci si disperde in un mucchio di inutili discorsi che non portano a nulla, come i tuoi: i cambiamenti non avvengono da soli (oddio mo sembrerò un rivoluzionario) vanno, innanzittutto, disposti i presupposti necessari e create le condizioni perchè tali rivoluzioni (evoluzioni?) avvengano. Non oggi, non domani, forse mai. Ma dobbiamo crederci, perchè in tempi come questi l’umorismo è un arma inutile, che nasconde la realtà e tende a stemperarla (fatto sta che io la sto usando ora che ti scrivo forse perchè sei in grado di comprendere solo questo linguaggio). E’ adatta, forse, ad un bambino nella sua crescita fisica e intellettiva per evitare che si sovraccarichi di preoccupazioni non adatte alla sua età fatta di spensieratezza e voglia di vivere. La verità è che a molti la voglia di vivere è finita, la voglia di lottare è cessata e rimane solo una luce in fondo al buio. Ma fino a che quella luce si mantiene viva sarà chiamata speranza. E chissà magari un giorno riuscirà a illuminare la stanza del nostro cuore. Di certo la riscalda tiepidamente ora. Alimentiamo la fiammela con legna nuova fatta di volontà, voglia di fare, attivismo e solidarietà (sono passato da rivoluzionario a papa): ognuno la pensi come vuole ma facciamo sì che i verba (intendi: discorsi da bar)rimangano verba e non diventino scripta (intendi: testi veri). Un abbraccio di cuore a chi di cuore non ne ha.
Bravo.
Solo una cosa: dici di essere intenzionato ad usare l’umorismo; dove cazzo ero quando l’hai fatto?
Dottordivago
@Iskander
Ritiro il “bravo”: uno che mi mette lo stesso sproloquio su quattro post è un pirla.
Dottordivago
Scusa avevo il timore che non potessi apprezzare il mio sproloquio! se vuoi levali pure, gli altri. Per quanto riguarda l’umorismo mancato ritengo che tutto quello che ho scritto ne sia imperniato. Non mi sarei mai permesso altrimenti di scrivere in un blog serio certe cavolate del genere ^^. Dai non prendertela a male, ognuno è libero di pensarla come vuole.
Iskander dhul qarnain
Ecco, così va meglio…
Dottordivago
Concordo al 100% con iskander. Questo crociata “antipandismo”, contro il buonismo e il politically correct, la interpreto come l’espressione di un malessere intellettuale, una sorta di nichilismo cosmico che cerca di nascondere dietro all’umorismo sarcastico la propria incertezza. A nessuno, che abbia un po’ di sangue nelle vene, stanno troppo simpatici i politically correct a prescindere, i radical chic, quella che mia nonna chiama la “gauche caviale”. Ma c’è da distinguere non poco tra un lezioso perbenismo e una lotta vera. Nella tua filippica entri in contraddizione con te stesso. Prima sostieni l’inevitabilità della selezione naturale, come legge suprema legge del mondo, “se ti adatti bene, se no cazzi tuoi”, dicendo che chi non sta al passo cadrà e sarà giusto così, e che non bisogna dare la colpa all’altro quando la colpa è prima di tutto di se stessi. Poi dici che il mondo si surriscalda da solo, e che è così, e che non è colpa di nessuno. Al di là della stupidità scientifica di questa tua seconda tesi (come cavolo si fa a sostenere che “è un tipetto volubile che si sta scaldando per conto suo e noi possiamo fare poco”, implicitamente sostenendo che noi non abbiamo alcuna influenza sull’ambiente), mi sembra che il tuo sia solo un’espressione di risentimento che non ha però nessun esito. Ok “vaffanculo al politically correct” smettiamola di prenderci in giro, e poi? Per cosa dovremmo lavorare, solo per distruggere per incazzarci e lamentarci (per altro lamentarci di quelli che si lamentano e basta, altra autocontraddizione) di quanto il mondo sia becero? Renderci conto nichilisticamente della nostra condizione di inutilità, e vivere una vita in mezzo all’acido e all’astio? E allora vige l’homo homini lupus, viva i commercianti che fottono la gente facendo l’equazione 1000lire=1euro, se la gente è stupida cazzi loro, allora tanto vale schiavizzare la gente, se uno è talmente stupido da farsi schiavizzare senza reagire perchè no?
La tua visione del mondo non ha di fatto nè capo nè coda, è solo testimonianza di un malessere intellettuale malcelato.
Bruno
Dunque, se ho capito bene a nessuno piace il politically correct, tu compreso, però io sbaglio se ne parlo male.
Ne parlo male perchè non posso fare altro.
Se poi tu sei un serial killer che ogni settimana ne fa fuori un paio -di politicamente corretti, intendo- allora ti ammiro incondizionatamente, visto che fai qualcosa di concreto: io mi limito a parlarne, e così facendo qualcuno si diverte ed ho conosciuto anche persone che non avrei mai incontrato nella mia vita.
Sempre per capire: se è sbagliato parlar male del politicamente corretto, e non me la sento di diventare un serial killer che fa i fatti come te, cosa devo fare?
Parlarne bene?
Potrei scrivere un post a favore del politicamente corretto, se ti fa piacere, e magari un elogio della pedofilia; o preferisci qualcosa del tipo “George W. Bush, un genio incompreso”?
Se non sei un serial killer o un ecoterrorista, se credi di essere uno che fa qualcosa perchè giri ballando sui trampoli, con la faccia colorata e la bandiera della pace in mano, ti do una brutta notizia: non risolvi niente, come me.
Per quanto riguarda la stupidità scientifica della mia teoria, che è poi la teoria degli scienziati che non hanno portato il cervello all’ammasso, io so per certo che la terra si è congelata e surriscaldata un’infinità di volte, e sempre quando non c’era nessuna civiltà da incolpare.
Perchè stavolta dovrebbe essere diverso?
Perchè ci siamo noi, ed io non ho mai detto che non possiamo farci niente -leggi bene, prima…- bensì “possiamo fare pochino, nel bene e nel male”.
In realtà fare danno è facile e comodo, porre rimedio è difficile e costoso; per questo la lotta alla CO2 sarà il più grosso business del futuro: come per tutti i mega-progetti si fanno proiezioni cinquantennali, così le multinazionali, con i soldi delle banche ed il consenso dei governi, potranno produrre beni che ci faranno pagare il quadruplo, ma saranno
“sostenibili” o eco-compatibili o come cazzo li vuoi chiamare.
Se dopo cinquantanni non sarà cambiato niente potranno sempre dirci “Ehi, qui cerchiamo di cambiare il clima, mica l’aria in bagno, eh!…”
Come quelli che cercano il bosone di Higgs: ci costeranno una cinquantina di miliardi in trentanni, ma se non troveranno una ceppa di minchia potranno sempre dire “Ehi, stiamo cercando la particella di Dio, mica le lumache dopo che è piovuto, eh!…”
Con questo non voglio dire che non dobbiamo fare niente, ma quando sento -probabilmente amici tuoi…- parlare di biocarburanti, che forse non aumentano la CO2 ma fanno crepare di fame i più poveri, a me girano i coglioni; esattamente come a cavallo tra gli anni 80 e 90, quando Rutelli, Gran Mogol dei Verdi, incoraggiava l’uso della benzina verde per tutte le auto, ignoranto che senza catalizzatore il benzene della verde è 100 volte più dannoso del piombo tetraetile che sostituiva.
Oh, poi ne hai detta una quasi giusta: certo che il mio è malessere intellettuale, e se ti sembra malcelato sto sbagliando qualcosa.
Perchè, questo mondo e questa società, a te piacciono?
Ti sembra che vada tutto bene?
O, come tutti quelli come te, vivi in un film di Frank Capra?
Scommetto che aveva ragione Verdone/fricchettone: “È sempre il bene che vince ed il male che perde”, vero?
E comunque, se ti va, torna quando vuoi: sei meno noioso di Iskander.
Dottordivago
Ti ringrazio per i complimenti. Ammetto anche io che non trovo noiose le tue considerazioni, se non non sarei qui. E (ultima premessa) questa risposta mi è piaciuta ben di più del tuo post. Nel senso che abbiamo meno cose in contrasto di quel che pensassi.
Premetto (ho mentito prima) che se pensi che io sia un, per farla breve perché non amo esageratamente dare sfoggio di bella scrittura, tipico esponente dei centri sociali non hai fatto centro per niente. Non penso di cambiare il mondo con le belle parole, non penso di cambiare il mondo con le bandiere della pace (cosa per altro superata, non si fa più molto…). Né, al contrario, sono un giustiziere ammazza radical chic.
Quello che volevo sostenere è che la tua crociata antipolitically correct, benché per certi versi condivisibile, non ha alcun senso, semplicemente perché non rappresentano un problema. E’ gente che manca totalmente di concretezza, perciò è un po’ come scagliarsi contro il nullismo dei monaci buddisti.. ok concordo, non fanno un cazzo, ma che senso ha scagliarsi contro di loro? Meglio conservare le energie per quelli che invece fanno del male.
Per quanto riguarda l’ambiente. La terra si è riscaldata e ghiacciata migliaia di volte. E’ vero. Però l’evidenza empirica del fatto che il riscaldamento globale stia avvenendo in contemporanea allo sviluppo industriale mondiale qualche dubbio scientifico lo fa venire. Io penso che siano entrambe le cose. La posizione “corretta” mi sembra volgarmente quella di dire: “la terra sta cominciando a riscaldarsi da soli, e noi le diamo una mano”. Mi sembra un comportamento stupido. Se proprio poi non si può fare niente, bisogna cominciare a pensare a metodi di sopravvivenza per la nostra specie (di cui tutto sommato vado fiero) che contemplino il fatto che farà molto più caldo di prima. I problemi sollevati dall’ambientalismo sono problemi che meritano un minimo di attenzione. Poi concordo pienamente che tutto diventerà un business. Nel capitalismo dove c’è opportunità di far soldi arriva qualcuno a farceli. E’ normale. E come tale è normale che se produrre biocarburante è più proficuo di dare da mangiare agli africani, l’imprenditore agricolo del Colorado prudurrà biocarburante. Concordo che la partigianeria e la totale “fralenuvolaggine” di alcune frange ambientalista sia fastidiosa e antipatica, ma purtroppo sollevano un problema che merita l’attenzione di chi ha quanto meno a cuore il futuro dell’umanità.
Veniamo alla questione seria. A me questo mondo non piace, non mi piace la società, non vivo in un film di Frank Capra (e ti prego di evitare simili banalità). Nel mondo non vince affatto sempre il bene.
Ma sono altresì convinto che siano false anche le leggi di Murphy. L’uomo non è stronzo di natura, io ne sono convinto, altrimenti, è inutile pensare di fare qualsiasi cosa. E’ tutto inutile, la vita non ha senso ecc ecc.
Io non penso di avere una missione, e se vuoi saperlo sono anche ateo. Ma come tutte le specie del mondo, ho a cuore il futuro della mia.
Se invece è tutto un homo homini lupus (come ho scritto nel precedente commento), bé allora è anche inutile lamentarsi, fottiamoci a vicenda, e.. vinca il più infame.
Dimenticavo di firmare.
bruno
Eccomi di ritorno a leggere il pandamanifesto: per me ha valore terapeutico! Pensa che anche oggi quei bastardi di maoisti sono venuti (a casa) a romperci le palle. A me è venuto un collasso, non ne posso più! Sono delle tigne non hanno più niente di umano!