“Song’ ‘o fetente” era la frase che ripeteva sempre Lello Arena nella parodia della sceneggiata napoletana, ai tempi in cui, con Massimo Troisi ed Enzo De Caro, dava vita a “La Smorfia”.
In quello sketch, in tre, interpretavano tutti i personaggi caratteristici della sceneggiata, tipo Isso, Essa e ‘o Malamente, ‘a mamma, ‘o sscem’ ecc. ecc.
Lello Arena era ‘o Fetente, il cattivo, il personaggio negativo per antonomasia.
Arrivava al punto di accoltellare ’a mamma, al che gli altri due lo guardavano scandalizzati e gli facevano notare che non si poteva dare una coltellata alla mamma, era contro ogni tradizione teatrale. Lui rispondeva sempre «Ma… ma i’ song’ ‘o fetente» e giustificava il gesto spiegando che se non le faceva lui, certe cose, chi mai doveva farle?
E se certe cose non le dico io… eh?
Avevo già affrontato un argomento simile un paio d’anni fa.
Lì parlavo di carburanti e la domanda era: se vi domandassero quanto costava la benzina trent’anni fa, ovviamente rapportando il prezzo allo stipendio base, cosa rispondereste? Più cara oggi o ieri?
Non guardate me, l’hanno chiesto a voi, io sto nel mio banco e incido “forza Juve” nel piano di legno, me la rido sotto i baffi e non suggerisco…
Non raccontiamocela: chiunque risponderebbe che oggi è peggio.
E questa, invece, è la risposta esatta:
Ok, dati 2011, oggi il petrolio viaggia a 75 euro, il 10% in più di allora, purtroppo la benzina è a circa1,75 €, +25%, grazie alla botta di accise dell’ultimo anno e a quelle merde di petrolieri che fanno il bello e il brutto tempo sotto lo sguardo benevolo dei nostri governanti.
Comunque, dividendo i famosi 1.200 euro al mese per 1.75 €/l, esce fuori un bel 685 l/stipendio, molto meglio che nel 1980.
Stiamo parlando di numeri, lasciate stare le sensazioni; quelle riservatele per quando, in una SPA, una signorina vi mette quattro sassi caldi sulla schiena e a voi sembra che tutto il mondo si tinga di rosa, mentre fuori, magari, vi stanno ciulando la macchina e, nella stanza a fianco, il collega della signorina vi sta ciulando la moglie.
Le sensazioni ve le create voi, i numeri mentono solo dopo le elezioni, quando vincono tutti, non in questo esempio.
Altro esempio.
Ricordo perfettamente quando mio padre arrivò a casa a mezzogiorno di un sabato di novembre, anno del Signore 1970, a bordo di una fiammante Fiat 128, un gioiellino anni luce avanti rispetto alla 1100 data in permuta.
Certo, costava una botta ma se vuoi fare il blagueur a bordo di un macchinone… capisci ammè… eh…
Minchiate a parte, era come arrivare adesso con una Bravo o una Focus, anzi, molto di più, visto che i tre quarti del parco auto italiano era costituito da 500, 600, 850, 1100 e qualche sgraziata francese, mentre la Golf era ancora nelle balle di suo papà.
E attenzione, gente, parlo di una Bravo o una Focus full optional, visto che era dotata di deflettore, quel triangolo di vetro che ruotava e che permetteva di cambiare aria senza lo spiffero del finestrino principale, spiffero temutissimo, che “ti ammazzava”. L’opulenza del mezzo era sottolineata dalla mascherina invernale in gomma, da applicare all’esterno della calandra a protezione del radiatore, optional che incredibilmente nessuno ti rubava, nonchè un futuristico “bloccasterzo” il cui funzionamento -se non c’era la chiave nel quadro, si inchiodava il volante- mi affascinava letteralmente.
Mio papà aveva tossito 1.030.000 lire, al lordo della permuta, a fronte delle 930.000 lire del modello base, da rapportare al suo stipendio di 150.000 lire.
Ricordo come fosse stato ieri un dialogo tra lui e il suo amico Franco, proprietario di una 500, a cui mio padre diceva: «Girano le balle a mettere sette stipendi su una strada, che non sai mai cosa può succedere, ma cosa vuoi…»
A conti fatti, erano 6,9 stipendi, che moltiplicati per 1200 € di oggi fa 8.280 €, cifra con cui ti prendi un’utilitaria da Mister Magoo, modello base, ovvio.
Per portarsi a casa la famosa Bravo full optional ci vuole una cifra due volte e mezzo superiore, diciamo 20.000 €, che di listino sarebbero pure 25.000 ma… vorrete mica essere gli unici cucù che comperano una FIAT non a KM ZERO, no?…
Comunque, oggi gli stipendi necessari sono quasi 17.
Quindi, nella foga di dimostrarvi che oggi non va così male, ho finito per sbagliare esempio?
No, è l’esempio perfetto, il perchè ve lo spiego domani.
Dottordivago
Anno del Signore 1970, nascevo.
Anno del Signore 1974 mio padre comprava la 128 grigio metallizzata, che costava ben 100 mila lire in più proprio per via della vernice metallizzata, e ricordo ancora la concessionaria Fiat di C.so Dante a Torino dove andammo a prenderla (non esiste più, al suo posto un enorme locale abbandonato).
Fu l’unica auto nuova che comprammo, durò 10 anni e le successive furono tutte usate, a partire dal Delta Gt nell’85 a km quasi 0. In effetti, sì, si stava meglio quando si stava peggio
Ciao Dutur
La Giulua 1300T Amaranto nuova, fiammante, mi fa ancora palpitare il cuore di bimbo
Grazie
Paolo
sti cazzi con la fiat 128 si muove anche il sior Paolo?
Mi sa che Paulìn è costretto in casa dall’influenza o da una caviglia gonfia, visto che ci ha piacevolmente mitragliati di commenti.
Sti sbagli, la vita costa sempre più cara, meta anni 70 la gagliardona davanti allo stadio ti sponpinava per 500 lire, il cinquepercentodelmiostipendio di un mese, adesso ci vuole il cinquanta per cento del mio stipendio annuo, oggi giorno la Rubi ne prende 20.000 (di euri) per fare la stessa cosa…..
“la gagliardona davanti allo stadio”, chapeau.
Quell’asino del Camagna si dimentica le maiuscole (ma non per Rubi), sennò avresti capito che la Gagliardona era il nome d’arte della signora in questione, non un aggettivo sostantivato frutto della turpe creatività dell’immondo…
‘azz Camagna e madama la grammatica?
P.S.
Mauri… ma davvero, ai tempi, ti sei fatto fare il servizio dalla Gagliarda?
Se mi rispondi “sì”, ti ammiro.
Se mi rispondi “ai tempi?…” sarò tuo schiavo.
Età quindici anni, vista la notevole mancanza di figa, e avendo già assaggiato l’articolo non sapevo a che santi votarmi…. ero in bicicletta dopo una serata passata al bar franco, stuzzicato dalle virtù bocchinare raccontate non ho resistito e rotto il salvadanaio mi sono presentato….. seduto di traverso sulla canna della bicicletta, piedi appoggiati al marciapiede la signora si accovaccia d’innanzi e toltosi la dentiera mi ha fatto toccare il cielo con un dito…… credimi se trovi una gnocca appena appena decente che te lo succhia come la gagliardona…. la sposi subito!!!
dimenticavo: pasto completo per lei durante, per me dopo con due agnolotti dalla gina…. gran periodo!
Taccio e mi inchino.
t’inchini perchè stai vomitando?
M’inchino perchè io, a quindici anni, uscivo di sera solo in estate, per andare ai giardini a giocare a pallone.
Insisto con l’inchino.
Allora dott qual’è il post? I numeri o la nostalgia? Perchè io alla parola “deflettore” mi son commosso, il 1100 è passato anche da casa nostra, prima del 124 familiare, quello che poi per anni è circolato ancora con il marchio Lada.
Mi preoccupi, mi preoccupi davvero.
Sei il lettore di gran lunga più attento e analitico, solo che non ti rendi conto su cosa impegni -ma diciamo pure “sprechi”- i tuoi neuroni: qui l’atteggiamento corretto è una pisciatina per segnare il territorio e via, salvo picchi di poesia del Camagna.
Comunque hai perfettamente colto il mio dubbio: io per primo ero titubante sulla piega da dare al post, poi la mancanza di tempo ha deciso per me e ho dovuto interrompere.
Ti anticipo che si parte coi numeri ma si arriva alla nostalgia, come si conviene ad uno che questa settimana marca la 53esima tacca.
Mancavi tu alla lista di quelli che mi fanno lo sciampo (ieri ne ho beccato uno da un tizio di 11 mesi e mezzo), per di più col complimento.. auguri per la tacca!
Nostalgia…. Infatti io mi sono commosso al pensiero della …”Gagliardona” e mi è affiorato il ricordo di…. “Pinocchio”….
Pinocchio… ‘azz’, che flash…