Quando un fatto suscita un clamore come quello della Costa Concordia, mi piace prendere subito una posizione, è una cosa che fa bene alla mia autostima, nel senso che me la ridimensiona; infatti, quale che sia la mia posizione, non l’azzecco quasi mai, così mi do del pirla e non mi monto la testa.
C’è da dire che, non azzeccandone una, ho comunque incassato l’appoggio della Voodoo Dolly nonchè un “Dottore, sei grande come sempre” della Pizia (sensibili al fascino del perdente, tesori?…), quindi la patata è con me e voi, cari i miei piselloni che la sapete lunga, potete baciarmi il culo.
No, dài, non fate così, scherzavo…
Comunque, questo riconoscere sempre i miei errori, fa di me una persona umilmente intelligente, mentre il giorno in cui comincerò ad azzeccarne qualcuna, potrete darmi dell’intelligente senza avverbi.
Ah, tranquilli, non vi deluderò mai diventando uno spocchioso intelligentone che non ne sbaglia una.
Vogliamo vedere cosa è cambiato da ieri a oggi?
Ieri ho iniziato dicendo che il Capitano Francesco Schettino non è un Mostro da sbattere in prima pagina e infatti non mi sbagliavo: è un coglione da sbattere in galera.
Pareva anche che il fenomeno stesse partecipando alla cena di gala, cosa che, minimamente, poteva alleggerire la sua posizione; invece, a detta del Presidente di Costa Crociere, era proprio lui al timone, è proprio lui che ha tenuto quella rotta e che ha detto al Maitre originario del Giglio: «Guarda, la tua isola…» e quello, che oltre a conoscere la zona aveva anche gli occhi funzionanti e il cervello inserito, gli ha risposto: «Sì, grazie, però guarda dove stai andando: in Piazza del Municipio non c’è quasi mai parcheggio…».
Una l’ho azzeccata, come il coglione: la manovra successiva, per salvare nave e passeggeri, non è stata mal fatta, anzi…
Uh… ocio, ne ho azzeccata un’altra quando dicevo che, nel caso in cui il Capitano si fosse rivelato un coglione, l’Ufficio Personale della Costa Crociere aveva sbagliato un’assunzione.
Se un imbecille dal nervo di burro come Schettino ha superato le prove attitudinali del più grosso gruppo mondiale del settore, i casi sono due: o all’Ufficio Selezione ci lavora sua mamma o l’elemento, sebbene valido, aveva intrapreso una dieta che prevede di pasteggiare unicamente a meringata e Jack Daniel’s per una settimana, con conseguente coma diabetico e sbronza epocale.
Mi ballava anche un occhio sul fatto che avesse abbandonato la nave, azione contraria alle Regole della Marineria, una vera bestemmia deontologica, quasi come se un barista mettesse nel Campari Soda qualcosa -qualsiasi cosa- che non sia una scorza di limone. Come risposta ai miei dubbi è arrivata la registrazione della telefonata in cui lo scemo si rivela per quello che è.
Ventilavo anche l’ipotesi che le indagini avrebbero alleggerito la posizione del Capitano, mentre ogni minuto che passa aggiunge un chiodo alla bara del pirla.
Voleva fare l’inchino?
Lo accontenteranno, fidatevi: gli auguro di inchinarsi -Dio solo sa quante volte-in presenza di ergastolani dagli insaziabili appetiti sessuali…
Beh, ringraziando la Madonna, l’ultima mia affermazione si è rivelata esatta: vedendo il consueto accanimento di giornalisti, tuttologi e opinionisti intorno alla storia, sono stato facile profeta sentenziando che le tragedie come queste passano ma la gente di merda resta.
Dottordivago
…e ora sto stronzo raccomandato è già agli arresti domiciliari……..che vergogna ! Nessun rispetto per le vittime e per chi ha vissuto quella tragedia!
Vada a bordo, cazzo!
e lui ha risposto: col cazzo torno a bordo.
Da quel che so io lui ha detto, parlando della gnocca della camera 1102, stasera lo metto a bagno……ed è stato li che il cervello e l’uccello si sono fusi in un unico pezzo.
I cognomi dicono molto, e il suo dice tutto non aveva lo stesso cognome il coglione che ha sparato all’università a Roma? E se non fosse così rimane un coglione lo stesso..
quello mi pare fosse Scattone.
dott., d’accordissimo sulla chiusa: ieri rientro, metto il tg5 e sento un servizio su Schettino vomitevole, una roba da avvoltoi, seguito dal solito sociologo della minchia accattone di merda, quello che alla mattina si spettina sennò sembra che non pensi, che, inserito il gettone nel culo, ha suonato il solito disco rotto (titolo: non so un cazzo di come è andata, non conosco la persona di cui parlo, ma se sparo due pirlate mi arrivano due salami e un chilo di caffè).
Uno schifo, senza rispetto non solo per Schettino (sul quale, se è un marinaio, si abbatte un’accusa di fellonia a rischio suicidio) ma per la vicenda in sè, quindi anche per le vitime. Se Sciascia scrivesse oggi Il giorno della civetta, dopo quaquaraquà metterebbe: giornalisti.
poscritto. uno dei miei primi commenti, da te ricommentato (non ricordo, forse a proposito dell’energumeno che uccise una persona con un pugno, per strada), diceva più o meno: come reagiremmo noi di fronte al dovere di intervenire? che conti dovremmo fare con le nostre paure? sento la telefonata De Falco / Schettino e mi pare che il secondo, confuso oltre ogni limite e con questa specie di voce della coscienza che al telefono gli urla di risalire a bordo, si sia trovato proprio lì, e si sia perduto.
in questa tragedia resta una cosa buona che la gente riesce a vedere, attraverso questa catastrofe, la situazione dell’Italia e degli italiani. Guidati da coglioni come questo povero disgraziato. E’ ora di no riaddormentarci più, e di dire BASTA. Resta l’indelebile macchia su questo popolo di santi e navigatori che ha avuto un Cristoforo Colombo che ha scoperto l’America, e vedo questa larva d’uomo raccomandato che resterà nella storia come degno rappresentante della codardìa.