No, non si tratta di Bimbi: sto parlando per me.
E ancora no: nessuno mi ha riempito come un agnolotto.
Però, nonostante la mia ben nota idiosincrasia per l’argomento “bambini”, sto vivendo un periodo da puerpera, figura con la quale sto condividendo emozioni, sensazioni, paure e speranze.
Vi ho già fatto due coglioni così con la storia del mio braccio che mi ha rovinato tutto novembre 2008 e mi sta concedendo il bis per questo mese di ottobre; qualcuno mi domanderà: “Ma non riesci proprio a pensare ad altro?”.
No, non ci riesco.
Ogni trenta secondi mi prendono delle fitte bastardissime e, anche se sono uno distratto, tra una e l’altra non riesco proprio a dimenticarmene: è come vivere con un post-it ad una spanna dal naso.
L’unico modo per non sentire un branco di iene che mi rosicchiano il braccio è stendermi, il che mi scarica le cervicali dal peso della colombarda: ahhh…. che sollievo…
Ora ho scoperto che anche solo stando seduto all’indietro -ma direi, piuttosto, semi-sdraiato…- l’effetto è molto simile.
Ocio!… Mi scappa di divagare.
Certo, questa posizione non è il massimo per fare progetti, preventivi, conti o scrivere al computer, però è sempre meglio che andare al manicomio.
Il fatto è che dovrei farmi un supporto per tenere la tastiera sulla pancia, visto che sto scrivendo a braccia distese e che, più che un blogger, sembro Nuvolari al vecchio Nurburgring.
Esisterebbe la possibilità di dettare a qualcuno le mie minchiate ma il progetto si scontra con i tempi, che diventerebbero bibblici, visto che, ogni tre parole, il poveraccio in questione mi guarderebbe con dipinta sul volto l’espressione “Ma che cazzo dici…?”.
Voi, che siete più tecnologici, sapreste scaricare un programma di scrittura a riconoscimento vocale, se si chiama così quella roba che tu dici e la macchina scrive, dimostrando come l’intelligenza artificiale possa essere superiore alla mente, almeno nel mio caso…
Dovrei fare come Lincoln Rhymes.
Per chi non lo conoscesse, è il personaggio interpretato da Denzel Washington ne “Il collezionista d’ossa”, colui che sta a Jeffery Deaver come Hercules Poirot sta ad Agatha Christie.
Sono gialli niente male, anche se l’autore fa fare cose un momentino esagerate al suo pupillo: avete presente il tenente Colombo che trova un pacchetto di Minerva con la pubblicità di un locale, va là e trova una che ha un cugino che conosce un tale che non c’entra un cazzo ma lui, alla fine, mette in carpione il malamente?
Ecco, il tenente Colombo è un bambino; Lincoln Rhymes, dal suo letto che sembra preso da Star Trek o a bordo di una super-cazzutissima sedia a rotelle che, in confronto, quella di Stephen Hawking sembra la sedia cagatoria del mio bisnonno, fa delle robe da matti: solitamente, la sua assistente Amelia Sachs
-nel film è Agelina Jolie, se non vi fa schifo…- gli porta la polvere di un’impronta, esaminando la quale lui scopre che contiene alcune molecole di un materiale presente in gran quantità in un certo luogo del Bronx, in cui la bella Amelia trova una scuola dove, sotto ad un banco, rinviene una caccola col DNA tipico dei nomadi dell’Anatolia Centrale, mischiato col DNA di un montone, il che li porta a non cercare una specie di Minotauro ma ad indagare in tutti i Doner Kebab di New York gestiti da Turchi: da lì a fare un culo così al colpevole, è un attimo.
Lincoln ne fa una ancora più bella: si tromba Amelia.
Oddio, diciamo che fornisce la materia prima ad Amelia che si tromba da sola, visto che lui è immobilizzato dal pomo d’Adamo in giù: non sarà il massimo, ma avere Angelina Jolie che ti salta sull’unica cosa che ti funziona… ne vale quasi la pena.
Sesso con la Signora Pitt a parte, Lincoln Rhymes è un personaggio che comincio a sentire vicino, visto che l’unica cosa che potrebbe risolvere il mio problema è un intervento alle cervicali che, se va male il colpo, mi ritrovo come lui.
Facciamo così: io, per adesso, mi tengo il male al braccio ma continuo a fare le scale a due gradini per volta…
Chiusa la divagata.
Quindi, se sto coricato, ok; il problema è quando sto in piedi o seduto non sbragato come un ubriaco, che è un po’ come dire “Mi fa male solo se respiro”…
E qui mi ricollego alla puerpera: su precisa richiesta di chi sta cercando di curarmi con “cosi della chimica” e sedute di agopuntura, passo la giornata a percepire tutti i sintomi e tutti i dolori e dolorini che, ringraziando la Madonna, il braccio mi elargisce, così riesco a descrivere un quadro clinico più completo possibile.
Sono bei momenti.
Bimbi mi guarda con trepidante dolcezza e mi mette una mano sul braccio quando, come una puerpera, le dico “Senti, tira i calci…”; ma può farlo solo nei momenti liberi; sì, perchè lei, in seguito ad una caduta sulle piste da sci, ha una spalla malandata e per un paio di mesi deve fare i suoi esercizi: per consentirglielo, ho modificato un trepiede reggi-canne da pesca, creando una specie di tepee indiano dentro a cui si siede e, grazie ad una carrucola, si tira su il braccio malato con quello sano, così le serate passano in allegria, tra cigolii suoi e bestemmie mie.
Sono bei momenti: più che una colf, dovremmo ingaggiare una suora del Pio Istituto “Beato Giuseppe Cottolengo”.
O forse sarebbe meglio un esorcista: nel mio stato-molto-poco-interessante, temo il momento di un eventuale parto, in cui, più che con un marmocchio urlante in braccio, potrei ritrovarmi con una specie di Alien che mi esce dallo sterno.
Sono bei momenti.
Dottordivago
Caro, hai tutta la mia comprensione! Non ho intenzione di farti la solita tiritera su quanto voi maschietti abbiate una soglia del dolore bassissima, stai già male di tuo.
A quanto ne so, software per il riconoscimento vocale esistono, ma è un po’ complicato farli funzionare a dovere. Se per caso ne trovassi uno easy, fammi un fischio, ché farebbe comodo pure a me (non sono ko, ma solo pigra).
Baciotti
“Soglia del dolore bassissima” una sega.
Sono uno di quelli che si fa cavare una pallottola dalla pancia mordendo il cuoio delle redini del cavallo, altro che le donne che, come dice la Bibbia, “sono nate per soffrire”.
Però, se mi mandi i baciotti, ti lascio dire qualsiasi cosa…
Dottordivago
intanto che giaci inerme, ti do uno spunto per un possibile post… premesso che l’idea mi sembra tutt’altro che stupida: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=6513&ID_sezione=&sezione=
Ma dico? Due infiltrazioni e robe simili no eh?
Porca miseria ! ricaduta? oggi mi sembravi più in forma.
Comunque io ho un tale che da mesi mi promette un SW che tu leggi e lui scrive, per ora non sono ancora riuscito ad averlo, ma appena ce l’avrò , te lo passo.
Ah sì oggi la stampa ci ha dato dentro con il tuo amico sindaco. Che da quando ha dichiarato che mai e poi mai, nonostante l’evidente stoltezza della cosa, riaprirà la rotonda sotto casa tua non è più mio amico. Oltretutto non ho capito perchè vuole del grano n caso si rovinino i materiali della piazzetta, quando già il giorno dell’inaugurazione sembravano già vecchi di cent’anni, macchiati da far schifo causa la sciagurata scelta di un maderiale assolutamente inidoneo che soltanto a guardarlo si macchia irrimediabilmente. Forse lo avrà scelto la stessa persona che ha ideato la viabilità sotto casa nostra.
il programma esiste, si chiama “dragon naturally speaking” io ho usato la versione 8, oltre che scrivere sotto dettatura lo si puo usare anche per dare comandi vocali a internet explorer.
L’unico neo è che devi istruirlo, devi leggere dei passi e lui percepisce il tuo modo di parlare, dopodiche ogni tanto sbaglia e tu devi correggerlo, come un bambino e conoscendo la tua ben nota avversione per le cose sotto il metro ti dico lascia perdere.
per il momento ti saluto, il lavoro chiama e ilcamagna risponde!
ciao
maurizio
ha ragione @tuttoqua: infiltrazioni. E’ stato l’unico rimedio alla mia schiena. Centro del Dolore dell’Ospedale di Alessandria (una bella realtà della nostra Sanità). Vieni accolto dalle feste di un cagnolino bastardissimo che scodinzola e lecca tutti; dopo una serie di tre punturone… taac… ritorni come nuovo
Magari e’ il cane che ha una saliva mistica… prova, che ti costa?