Poco, se si intestardisce sulla riforma sanitaria.
E questo ve lo dico io, che sono indiscutibilmente il miglior blogger esistito negli ultimi 150 anni della storia italiana.
Ecco, vedi? Mi parte già la divagata.
Campa più poco anche Berlusconi.
Lo sapete, ho già confessato di averlo votato dal 1994 al 2006, con l’intimo alibi che non era diverso dagli altri politici ma che, almeno, a volte mi faceva ridere; le sue uscite non ortodosse -per il triste e noioso panorama politico italiano, intendo, mentre nei paesi più civili, se un politico non sa fare una battuta, almeno se la fa scrivere- mi hanno spesso divertito ed anche ultimamente, con tutte le troie che gli sono passate sotto, ritengo che quantomeno dà un’immagine meno bacchettona e “catholic” della nostra società: preferisco un premier puttaniere, in assoluto il più puttaniere dei 150 della storia d’Italia, che un mangiaostie fasullo come Casini e tanti altri.
Se ho smesso di dargli il mio voto è per quello che fa con i pantaloni indossati, per quello che fa quando si parla di miliardi per volta, non di mille euro a botta.
Darei il mio voto ad Hannibal Lecter, se facesse funzionare tutto a modino, e se ogni tanto si mangia qualcuno… Oh, nessuno è perfetto.
Il Silvio è una sagoma, ok, ma anche le minchiate hanno un limite, un limite che stavolta ha passato alla grande, ma non tanto per il tono dell’uscita, quella dei 150 anni: ha passato il limite perchè temo che parlasse seriamente.
Düra minga, non dura, diceva Tino Scotti: a forza di assumere Viagra ed altri intostatori di minchia, deve avere la pressione di una bombola di acetilene e nella testa qualche vaso sanguigno comincia a schioppare; ancora poche allegre serate con l’uccello duro, poi gli schioppa un’arteria e non se ne parla più.
Portate pazienza, antiberlusconiani arrabbiati o, come me, disincantati: ci siamo quasi.
Augh, ho divagato.
Spero possa campare più a lungo Obama, anche se la vedo brutta.
Agli Americani, trombagli la mamma ma non toccargli i soldi, e lui ha intenzione di toccargliene proprio tanti; ma non sarà il popolo americano, cioè quelli che tossiranno gli 800 miliardi di dollari, a farlo fuori.
Ha dichiarato che la sua riforma costerà meno delle guerre in atto; probabile, la guerra è un mestiere da ricchi, ma per banche e grandi gruppi industriali è una mano santa, ed i soldi che finirebbero nella sanità, sembra di capire, andrebbero obbligatoriamente detratti dalle spese militari.
E quello è un branco di cani che non si lascia rubare l’osso.
Poi ci sono le Assicurazioni, che con una sanità più “all’europea” perderebbero parecchi clienti: solo qualche decina di miliardi di dollari all’anno… Naaa, non se la prenderanno per così poco.
Quindi lo faranno fuori.
E non dovranno neppure preoccuparsi dell’opinione pubblica, come invece è successo per Kennedy; allora l’America era intoccabile, quindi si sono dovuti sporcare le mani suscitando sospetti divenuti poi certezze, spacciando quel pirla di Oswald per una perfetta macchina di morte ed inventandosi pallottole magiche che sembravano palline in un flipper, più soggette alle leggi del Caos che non a quelle della Balistica.
Oggi c’è Al Qaeda, che come colpevole è meglio del maggiordomo.
È sufficiente qualche pecoraio assatanato, tutti appollaiati su vari tetti con uno Stinger in braccio, magari di una partita inviata a suo tempo in Afghanistan per tirare giù gli Hind sovietici -così ci sono pure le prove- e la prima volta che il morettino va a Camp David in elicottero…
Bum.
Forse potrebbe salvare le chiappe se addolcisse in parte la riforma che intende fare, arrivando ad un sistema sanitario a metà strada tra il loro ed il nostro, e forse è proprio quello che intende fare: speriamo, proprio scemo, il ragazzo, non sembra.
Negli Usa ci sono stato diverse volte, e non mi sono mai sentito male, manco un mal di testa (postumi di sbronza esclusi…), mai neanche morsicato la lingua, quindi non ho avuto modo di verificare il funzionamento del sistema sanitario più criticato del pianeta.
Per quel che ne so, trovo peggiore il nostro.
Non peggiore come strutture e assistenza, tutt’altro: lamentiamoci fin che vogliamo, ma le cure che ricevi in Italia, in altri paesi te le sogni.
È che il nostro sistema, oggi, è insostenibile.
Prendiamo un Marocchino che arriva in Italia, trova un bel lavoro in regola e paga i contributi: fin qui tutto bene; poco tempo dopo ottiene il Ricongiungimento Famigliare: giusto.
Solo che due volte su tre, tra nonni, genitori e figli, ti arrivano quindici marcioni, tisici e senza un dente in bocca, che vanno immediatamente all’ASL a reclamare cure costosissime: nel giro di un anno li abbiamo rimessi tutti in bolla, uno spettacolo.
Ve lo dico con certezza: Bimbi lavora in uno studio medico con otto medici di base e 10.000 mutuati e vede cose di cui i giornali non parlano.
Micro divagata: Bimbi conferma che, nell’Era Brunetta, i certificati di malattia si sono dimezzati. Grande Barattolino!
Sarà brutto da dire, ma il problema è che così il sistema non sta in piedi: quando la gente faceva dieci figli, la mutua non esisteva; primo, per un fatto di cultura dell’assistenza che ancora non c’era; secondo, sarebbe stato impossibile mantenere un sistema in cui uno paga e quindici godono.
Sembro Himmler, eh?
Ve l’ho già detto: tutti quelli che lavorano per me sono Moldavi o Rumeni, e grazie a Dio che ci sono.
Ragazzi così, noi non ne facciamo più: infaticabili ed affidabili -almeno i miei-gente che, quando lavora, fischia, e ditemi voi se questa cosa non è qualificante.
Ma soprattutto è gente che fa un figlio o due, non sette o otto o dieci, e le loro mogli lavorano tutte quante, visto non hanno l’obbligo di stare chiuse in casa ed uscire solo in compagnia di altre disgraziate come loro per andare a fare la spesa.
Inoltre, gli immigrati europei hanno un approccio realistico e, anche se per loro questo è il Paese della Cuccagna, se una cosa non gli spetta di diritto, spesso lo capiscono, salvo qualche Albanese che mette il coltello sotto la gola del medico; per chi arriva da una realtà africana, l’approccio è più infantile, pensa che qui tutto sia dovuto a tutti: per fare un esempio, sempre a detta di Bimbi, un classico è la ragazza magrebina che, per una pustola da acne, pretende la visita dermatologica.
E questo per chi ha la mutua.
E i clandestini?
Se sei clandestino, negli Usa, semplicemente non esisti o non dovresti esistere, quindi non ti curano: pragmatismo anglosassone.
Noi siamo diventati l’ospedale del mondo: conosco un ragazzo indiano -non me ne volere, Tuttoqua, ma sembra un bravo ragazzo…- che ha pagato i “mercanti di uomini” per farsi portare in Italia insieme con la moglie, spendendo sì, tutti i loro averi, ma con la garanzia che la moglie, gravemente ammalata, avrebbe avuto accesso, anche da clandestina, alle cure che in India non si sarebbe potuta permettere e che nessuna mutua le avrebbe passato.
Me l’ha raccontato personalmente ed in pratica è andata così: dice il medico indiano: “Ce l’hai 50.000 dollari per curarti? No-o? E allora, con quattro o cinquemila dollari andate in Italia, che lì sono una banda di coglioni e ti curano gratis”.
Se quel medico conoscesse la medicina come conosce il mondo, sarebbe un luminare.
Un po’ di sistema americano non farebbe male, qui da noi.
Il ragazzo indiano ce l’ha fatta, la moglie adesso è un gioiello e lui ha trovato lavoro: sono contento, davvero, ma è un sistema che può funzionare a lungo?
No, non può, e ve lo dice il più grande esperto di sanità degli ultimi 150 anni.
Dottordivago
Il punto debole dell’italia non è la sanità ma il diritto…
E noi nei loro paesi veniamo trattati come bestie, senza diritti, taglieggiati a destra e a manca. E ch’è il FIni di turno che gli vuole dare il diritto di voto.
Ma vogliamo proprio ridurci come qui? Questi sono matti come cocuzze! VIolenti, irragionevoli (abbiamo ricevuto 10 nimuti fa una telefonata di minacce).
Questi mica capiscono in nostri diritti, quelli in due e due quattro ti impongono la sharia e i sacrifici di sangue a Durga!
Ragazzi, buoni si, ma abbiamo dei valori nel nostro paese, per scemo che possa sembrare, DIFENDIAMOLI!
Vogliono venire? Ma sono loro che si devono adeguare, noi siamo noi che dobbiamo diventare trogloditi.
E tenete presente che nei loro paesi, non solo noi “bloody bastards” non abbiamo diritti, ma ci fanno pagare più tasse, visti astronomici non certi, di breve durata, non possiamo comperare immoblili e se vogliamo aprire una ditta almeno il 52% deve essere di proprietà di indigeni, che, sicuro come l’oro sono pronti a fregarti!
Ma basta con i buonismi! E’ pericoloso!
Gente, occhio che, in questo periodo, la Niki può pure mordere…
Bisogna capirla, povera stella.
Dottordivago
viste le tue previsioni, se per caso vedi sotto casa tua due “men in black” con occhiali scuri… OKKIO!!!