Prima cosa: scusate la prolungata assenza, colpa dei voer-voer.
Al mio paese, dicesi voeur-voeur (molto onomatopeico…) quella cinquantina di cazzatelle da sbrigare in un unico giorno: cinque minuti qua, cinque là, passa da questo, porta una cosa a quello, manda un fax, fai la penitenza, fai la riverenza, guarda in su, guarda in giù poi dà un bacio a chi vuoi tu; insomma, quell’insieme di belinate che arrivi a sera e, se ti domandano cosa hai fatto, tu non lo sai, però sei andato avanti e indietro come la pelle dell’uccello per tutta la giornata.
Giornata in cui, se ti fai i conti, l’unità di misura del tuo guadagno è la classica ceppa di minchia.
Scusate, ma mi scappa di divagare “ad personam” o quantomeno “ad categoriam”: per gli amici italiani al di sotto del 44° parallelo -grosso modo dalla Toscana in giù- spiegherò che voeur-voeur si pronuncia come coeur, “cuore” in francese.
Lo so, se non si nasce in Padania o zone limitrofe la pronuncia di certe parole è un lavoraccio, un po’ come per noi polentoni pronunciare “madre” in siciliano stretto, sottoscritto escluso in quanto terrone in pectore.
Altra vocale impronunciabile per i sub-quarantaquattresimo è la “ü” di würstel, che diventa regolarmente una “iu”; avevo ottenuto buoni risultati con amici meridionali spiegando loro che un bel “vadavea ‘l cü” (vai a dar via il culo, nota del traduttore) richiede una pronuncia corretta: piuttosto che un incerto vadavia ‘l chiù, è meglio ripiegare su un vafammocc’ o sui mortacci tua, tanto l’effetto è lo stesso; spiegavo agli aspiranti padanofoni ciò che qualcuno dovrebbe spiegare a fior di speaker radiofonici o tv, cioè che per evitare di dire “fiurer” anzichè “führer” o “viurstel” al posto di “würstel” è sufficiente posizionare le labbra come per pronunciare una “u”, ma sforzarsi di tirar fuori una “i”, ed il gioco è fatto.
Con Nino di Salerno ed Antonio da Maddaloni ce l’avevamo quasi fatta, mentre con Giovanni da Roma è stato un bagno di sangue, anche perchè per lui i würstel sono e restano i “iursti”.
Insomma, per dire voeur-voeur ci si piazza con le labbra come per la “o” ma si dice una “e”: risultato garantito.
Poi, uno se ne può sbattere tranquillamente le palle: conosco un sacco di gente che non ha mai prodotto una ü o una ä decente e nonostante ciò vivono meglio di me, però mi piacerebbe dire due paroline all’ Inzopportabbile Mazzoni, commentatore RAI della Formula 1 nonchè unico uomo privo della “esse” -che sostituisce con la “zeta”- e drammaticamente incapace, per anni, di pronunciare uno “Jacques Villeneuve” ascoltabile, che diventava un Giac Vilnev che, grazie alla Williams, andava più forte di Gian Alesì.
Concordo sul fatto che quel bidone di Villeneuve non si meritasse molte attenzioni, ma anche solo per rispetto al papà…
Oggi, l’Inzopportabbile riesce a raddoppiare la “b” di Bourdais, e non solo se lo cita in una frase, tipo “…Button sorpassa BBurdè”: no, lui riesce a pronunciare BBurdè anche avulso da ogni contesto, probabilmente, pardon, probbabbilmente gonfiando prima le guance come una rana toro in calore.
Stop, ferma la mula, Dottordivago, torniamo ai voeur-voeur.
Da quando è nato questo blog non sono mai stato una settimana di fila senza scassarvi la minchia, vacanze escluse; in questi ultimi giorni mi è successo di dover sbrigare centinaia di pirlate per un totale di mezza giornata di lavoro, forse una giornata scarsa, ma mi ci è voluta una settimana.
Un po’ come quando vuoi sorpassare un cadavere alla guida che non va avanti, ma nel senso opposto arriva una macchina ogni duecento metri: se solo due macchine fossero vicine, avresti il tempo di sorpassare, invece no, arrivano belle scalate, come una festività di mercoledì, che non sai come attaccarci un ponte decente.
Così mi sono perso lo slot per qualche sana minchiata sulle Europee o su Gheddafi e parlarne adesso non è la stessa cosa.
Vorrei solo complimentarmi con il nostro governo che ha accolto con tutti gli onori il mecenate del terrorismo internazionale, quello che per una quindicina di anni ha speso il prodotto interno del suo paese per far ammazzare quanta più gente possibile, ma che oggi si è ravveduto; oddio, non proprio oggi, diciamo che l’ha fatto nel 2003, casualmente dopo che gli americani avevano stirato i Talebani e Saddam e quando si capiva benissimo che il prossimo da spianare sarebbe stato lui, che a differenza della Corea del Nord non ha la Cina dietro.
Adesso preferisce passare per un mezzo scemo, infatti si è presentato come ‘O Pazzariello, quello di “Attenzione!… Battaglione!…”
e l’unico che l’ha preso sul serio è Berlusconi.
Certo, il nostro lungimirante premier ha capito che se vuole mandare un po’ di aziende sue o dei suoi amici a fare un sacco di lavori in Libia -scommetto pagati da noi…- era necessario abbassare la cresta e mordere nel limone dicendo che è dolce.
Per fortuna che almeno quelli dell’IDV hanno avuto la bella pensata di presentarsi con le foto di Lockerbie e che Fini lo ha mandato a stendere dopo due ore di attesa: almeno un contentino me l’hanno dato.
Anche se la cosa che mi ha fatto più piacere è stata quella di vederlo suonato, gonfio e malaticcio, cosa che mi lascia fondate speranze di poter andare, a breve, a cagargli sulla tomba.
Ah, vivissimi complimenti anche al genio che aveva previsto di portarlo in visita alla Comunità Ebraica, di sabato, quando un ebreo non si prende neanche l’uccello in mano per pisciare: peccato, sennò l’ignoto organizzatore avrebbe potuto, a nostre spese, offrire un bel pranzo a base di porchetta e vino dei castelli…
Ma almeno adesso siamo Amici, cosa grazie a cui ricomincerò a dormire la notte, e potremo mettere la Libia in rubrica insieme ad Albania e Romania, paesi con cui abbiamo canali riservati e corsie preferenziali.
Se poi tutto il resto dell’Europa ci considera come un dito nel culo, pazienza.
E oggi?
Oggi siamo tutti più tranquilli, ci sono le Ronde Nere.
Dico la verità, a me non dispiace l’idea che qualcuno abbia voglia di perdere qualche ora di sonno o di televisione per tenere d’occhio le strade, visto che di Forze dell’Ordine in giro se ne vedono pochine, salvo nei bar dove è comodo parcheggiare in mezzo alla strada per andare a prendere il caffè; che si tratti di Ronde Verdi, Ronde Nere o, come sentito al TG in risposta a queste ultime, le Ronde Ebraiche, so per certo che a me non daranno fastidio, visto che non faccio niente di male, mentre relativamente al possibile attacco alla democrazia ventilato dalla Sinistra ho lo stesso atteggiamento che ho riguardo i tentativi eversivi sbandierati dalla Destra: le ritengo cazzate di parte.
Solo una cosa: chi è lo stilista delle Ronde Nere, Goebbels?
Io non critico la sostanza, ma una forma meno inquietante, forse forse…
Quantomeno non rischierebbero di essere scambiati per i Nazisti dell’Illinois,
i nemici dei Blues Brother.
Ma forse se ne sono già resi conto: come il poliziotto che per sembrare meno cattivo gira il berretto con la visiera di lato, come il medico che per non spaventare il bimbo si mette il naso da clown, anche loro vogliono proporre un’immagine più amichevole:
Ehm… kamaraden, la bandiera… neh?
Dottordivago
“salvo nei bar dove è comodo parcheggiare in mezzo alla strada per andare a prendere il caffè” …
ah, ma allora non li vedo solo io….