Comunque l’amicizia non vacilla, quantomeno con Paolo e Milla, mentre con la famiglia Braccino la cosa comincia a logorarsi: non tanto per il buon Marcolino, che è un tesoro anche se portarlo al ristorante, per un puro fatto di braccio corto e non di difficoltà economiche, è come proporgli una rettoscopia; il problema è Paola, la morosa, che si rivela essere una permalosa malmostosa, oltre che molto limitata di suo e carente di istruzione post-elementare: un giro di parole per non dire “una bifolca”; ha sempre avuto l’aria volgare e vissuta di chi ne ha viste tante, mi ricorda un’ex tossica ripulita, ma quello che comincio a notare non mi piace proprio.
Per fortuna abbiamo abbastanza cognizione per non innescare discussioni o litigi: mi dispiace per Braccino, speravo di portarlo ancora a pesca, ma è l’ultima volta che ci vediamo.
Con Paolo e Milla è sempre idillio e sintonia totale: infatti anche loro mollano Braccino e relativa arpìa.
Continuiamo a vederci e passiamo insieme anche Capodanno e i sei mesi successivi.
Fino alle vacanze estive.
Ci propongono di tornare a Cayo Largo, ad agosto; a prescindere che io sostengo che se in estate tutto il mondo viene nel Mediterraneo ci sarà il suo perchè e tralasciando il fatto che agosto è un mese di merdissima per il Caribe, resta il fatto che sono incasinatissimo con il lavoro in negozio; inoltre stiamo parlando dell’estate del 2003 e, a parte una dozzina di giorni passati in Corsica tra giugno e luglio, siamo nella morsa del caldo da due mesi e mezzo e sono molto tentato dai 23 gradi della Bretagna e dalle ostriche di Cancale: mi sa che se riesco a svicolare una decina di giorni, saltiamo in macchina, vado là ad imbottigliare un po’ di fresco e me lo porto a casa.
Quindi saluti, baci, abbracci e buone vacanze; per settembre rimango daccordo con Paolo: una settimana full immersion di pesca, io e lui, alla foce dell’Ebro.
Mentre Bimbi ed io ci godiamo il fresco dell’Atlantico pensiamo spesso a come se la staranno passando i due ragazzi: dovremmo tornare a casa grosso modo nello stesso periodo e sarà un piacere rivederci e raccontarci le rispettive vacanze.
L’ultima settimana di agosto chiamo Paolo, visto che dovrebbero essere tornati: non mi risponde, ma non è una novità, visto che lavora col telefono aziendale appiccicato all’orecchio; poi, quando trova la chiamata sul telefono personale, appena ha un momento mi richiama.
No, non va così, non mi richiama; insisto un paio di giorni: niente.
Provo con la Milla: idem.
Espongo le mie perplessità a Bimbi che quasi quasi mi dà del pirla: ma come mi vengono certe idee?
Chiama lei la Milla: niente.
Insiste: dopo un bel po’ di volte la Milla le risponde, ma in modo freddo e distaccato, tant’è che Bimbi non se la sente di approfondire la faccenda.
Lei no, ma io sì, quindi riprovo con entrambi, ottenendo la più classica delle ceppe di minchia: silenzio assoluto.
Odio gli sms ma ne invio uno alla Milla: “Ho un paio di amici che si comportano in modo strano: potrebbe intervenire lei, che è psichiatra?”
Zero.
Anzi, doppio zero, niente, gniente con la “gn”!
Non li abbiamo più sentiti.
Prevengo la domanda più logica che tutti mi fanno:”Non hai provato a chiamare con un altro numero?”
No, troppo penoso, per entrambi.
Ci ho ancora provato a Natale, con lo stesso risultato, dopodichè ho cancellato tutti i numeri.
E tenete presente che in memoria ho ancora i numeri di due amici morti, morti davvero, ma non riesco a cancellarli.
Ogni volta che abbiamo raccontato questa storia ci siamo sentiti dire le stesse cose che abbiamo pensato per mesi: che si fossero lasciati, che avessero dei problemi, che ci fosse di mezzo la salute, ecc. ecc.
Le abbiamo pensate tutte, concordando sul fatto che, a maggior ragione, quando le cose vanno male un amico fa comodo; se anche uno dei due fosse un tipo molto riservato, l’altro si sarebbe fatto sentire, palesemente o di nascosto.
E se le cose invece gli andavano bene, quale può essere la spiegazione?
Non c’è, perlomeno noi non ci siamo arrivati: l’ultima volta che ci siamo sentiti, io e Paolo abbiamo pianificato la settimana di pesca insieme, mentre le ragazze si sarebbero organizzate una cosa da donne.
Poi, dopo, solo silenzio radio.
Non è giusto.
Io posso essere prolisso, invadente, eccessivo o rompicoglioni: Bimbi no, lei è adorabile, e certe cose non le merita; provava qualcosa di particolare per la Milla, e c’è rimasta molto male.
È una sensazione strana, un misto di dispiacere, curiosità, amor proprio ferito e risentimento verso chi ti ha offeso ignorandoti, oltre a lasciarti con il dubbio di aver fatto qualcosa di sbagliato, anche se non ti viene proprio in mente “cosa”.
No, dico, mandami a dar via il culo, no?
Dimmi che è un momentaccio, dimmi che non mi sopporti più, anzi, che non mi hai mai potuto soffrire ma avevi fatto un voto… dimmi che…
Dovevate dirmi qualcosa, coppia di bastardi.
Dottordivago
sigh!!…
solo io ed il cigno non ti deluderemo MAI!!!!
E’ una bella storia. Chissà come è andata veramente!
Lo dico sempre anche a Ginko………..andate pure con i Vostri nuovi amici………..
Ti leggo da poco ma mi ha così toccato questo racconto che vorrei solidarizzare. È successo anche al mio fidanzo e a me, recentemente, di “perdere” un nuovo amico (dovrei virgolettare anche la parola amico) senza apparente motivo. Si andava tutti d’amore e d’acccordo, poi, dalla mattina alla sera, ci siamo sentiti evitati come la peste nera. Abbiamo passato mesi a cercare spiegazioni, a spulciare tra i ricordi delle nostre uscite e delle chiacchierate per cercare di capire se e cosa potesse averlo urtato o offeso o scontentato. E non ne siamo venuti a capo. Ohhh, che tristezza.
A me invece è capitato con 2 amici, una coppia, che improvvisamente “sono montati sullo scagnetto”, per dirla alla nostra maniera. Cioè: i loro introiti sono andati alle stelle, mentre i nostri sono rimasti tali e quali. Dopo un paio di volte a sostenere week-end ai costi di Briatore, abbiamo educatamente chiesto agli amici se non si poteva fare una serata a casa nostra, alla buona. Sono venuti una sola volta, con il camper noleggiato, di venerdì a ora di cena. “Mangiamo un boccone con voi, ma poi dobbiamo scappare, che ci aspettano a Vattelapesca”. Credo non ci sia cosa peggiore di aver preparato cose buone da mangiare per tutto il pomeriggio, una signora bottiglia per il dopo cena, un dessert strepitoso, e vedere svanire la serata alle 21.45 (o giù di lì). Il dessert e la bottiglia ce li siamo gustati noi, da soli. Pazienza. Noi, però, siamo permalosi. Ginko lo sa: anch’io, come lui, mi offendo per un nonnulla. Gli amici così, che non ti apprezzano per quello che sei, che vadano a cagare. Punto e basta.
bella coppia di stronzi…
Concordo… è piuttosto inquietante e fastidioso.
Mah.
Assurdo, forse è la parola più corretta.
Secondo me, lui si era innamorato di Bimbi, o lei di te…o altre possibili combinazioni
…
Doc, secondo me, dopo il vostro rifiuto di andare a sudare al mare con loro, hanno ricontattato Braccino e Malmostosa, i quali ne avranno raccontate di cotte e di crude su di voi e allora i due giovani di belle speranze avranno pensato che fosse meglio mantenere l’amicizia col tirchio e con la simpaticona. Cosi’ va la vita, ma in effetti nemmeno a me piace quando la gente e’ cosi’ vigliacca da non trovare nemmeno il coraggio di spiegarsi!
Anch’io sono per la tesi di Tuttoquà . Inoltre le persone che mettono “zizzania” raccontano circostanze realmente accadute ma completamente distorte ,per cui uno pensa : Ma si è vero…..
Capisco la delusione che hai provato, ci sono passata anch’io . Ma continuerò a ricaderci perchè credo sempre che la gente sia chiara ed onesta, come me