C’erano quelli con la NSU Prinz.
Poi vennero quelli con l’Arna, che prepararono la strada a quelli con la Duna a tre volumi.
Un campionario di umanità dolente, che chiedeva all’auto solo quattro ruote; da parte loro ci mettevano una buona dose di sfiga (secondo le malelingue) ed ottenevano in cambio la certezza di non essere rapiti perchè scambiati per emiri in incognito.
Ma anche la garanzia di essere universalmente dileggiati, se non ferocemente presi per il culo.
C’erano anche le suore sul pulmino Fiat 850 e quelli col cappello in testa, categorie per cui il limite di velocità era fissato graniticamente a 60 km all’ora.
Oh, ci credete che rimpiango tutti quanti?
Nonostante io sia un turbotarro:
sono quello che se gli lasciate un buco, passa;
sono quello che se non partite entro tre secondi dall’accensione del semaforo verde, suona;
sono quello che, grazie alla patente a punti, non viaggia più in autostrada a 200 km all’ora ma a 170, giusto per non farsi strappare la patente sul muso;
sono quello che non ha un incidente, con torto, dal 1980, quando una cretina visionaria ha frenato col verde: non col rosso, il giallo o il blu, no: col verde.
Però:
non sono quello che, in autostrada, vi abbronza il coppino con gli abbaglianti perchè lo facciate passare sempre e comunque; lo faccio solo se non state sorpassando nessuno ed è palese che avete la testa da un’altra parte o che siete delle teste di cazzo che non si spostano “a prescindere”; a quel punto parte un lampeggio, poi suono -una volta- dopodichè vi sorpasso a destra e vi mando a cagare: ma ve lo siete meritato, no?
non sono quello che zigzaga come uno slalomista o sfrutta la corsia d’emergenza per guadagnare 50 metri;
non sono quello, o soprattutto quella, Diolemaledica, che con mezza macchina occupa due posti nel parcheggio;
non sono quello che si ferma in mezzo alla strada per carico/scarico di amici o parenti;
e neanche quello che fa la stessa cosa per chiedere un’informazione;
e neanche quello che parcheggia in seconda fila o sul passo carrabile o al posto degli handi e se ne va per mezza giornata.
Insomma, sono un turbotarro-gentiluomo.
Ma soprattutto sono uno che non stacca mai gli occhi dalla strada, neanche se sul sedile del passeggero c’è la Canalis che si denuda.
In quel caso, mi fermerei.
Ma non in seconda fila: magari in un motel…
Sono anche quello che guarda sempre quattro o cinque macchine avanti, infatti mi succede spesso di cominciare a frenare prima di chi mi precede
Ho un paio di amici che guidano come Mister Magoo: non vanno avanti manco a spingerli, a supplicarli, a minacciarli:
se al semaforo rosso ci sono due corsie libere ed una con cinque macchine ferme, la loro diventa la sesta;
la stessa cosa si ripete al casello dell’autostrada, anche perchè Mister Magoo crede che il telepass sia un analgesico o un’opzione di Sky;
si fermano allo stop e non ripartono che dopo dieci secondi, anche se non c’è nessuno a cui dare la precedenza.
Io schiumo dalla rabbia.
Fanno questo ed altro, ma sempre e comunque con una costante:
guardandoti francamente ed apertamente dritto negli occhi,
cosa piacevole a tavola o in ascensore o se parli di affari, meno se tu sei il passeggero e loro quelli col volante in mano.
Beh, che ci crediate o meno, rimpiango anche loro.
Li rimpiango perchè una nuova genìa malvagia si è impossessata della strada:
quei rottinculo dei distratti.
All’incirca nell’ultimo mese, ho rischiato il frontale tre volte, e non sto scherzando.
Una volta per colpa di una stronza dimmerda che, mandando o leggendo messaggi col cellulare, è uscita da una curva completamente contromano, ed ha sterzato in extremis dopo aver sentito il mio clacson; io, da parte mia, ero già praticamente nel fosso, pronto a saltare nel prato per evitare il frontale.
Le altre due volte è successa la stessa cosa, ma per colpa di due coglioni, dimmerda, ovviamente, che pasticciavano col ditino sul navigatore appiccicato al parabrezza.
Tre volte, tre peli mica da ridere.
E tre mutande da buttare: le mie, ma mi auguro anche le loro.
Ma brutte teste di cazzo, visto che possedete il dono della vista, che vi auguro di perdere oltre a quanto avete di più caro, potreste usarlo per guardare dove mettete le vostre ruote? (Come sono le ruote? Dimmerda, of course…)
Il cellulare, in auto, è una maledizione, una peste, anche con l’auricolare o lo scarafaggio sull’orecchio; il fatto è che quando parli con uno, e non ce l’hai davanti, te lo figuri, te lo immagini, e fai la stessa cosa se racconti del ristorante dove hai mangiato o della vacanza: è inevitabile che la tua mente torni là, che se ne svolazzi leggiadramente via dalla strada.
Il navigatore, poi, è un’arma: nelle mani giuste può risolvere situazioni, in quelle sbagliate ci scappa il morto. Purtroppo è pieno di imbecilli che lo pasticciano continuamente, anche sulla strada di casa, solo per vedere se funziona correttamente; sì che l’infatuazione, a differenza del cellulare, passa dopo un mese, ma sapete in un mese quante mutande mi fate buttare via, teste di cazzo?
E questo se va tutto bene: se va male, insieme alle mutande, butti via anche le chiappe…
Problema: siamo un popolo di imbecilli.
Soluzione: impedirci di essere imbecilli.
Non mi passa per la mente neppure un attimo di tirare in mezzo le istituzioni, siano legislatori o tutori dell’ordine: non posso credere che siano tutti deficienti, quindi devono essere una banda di incompetenti e lavativi che legifera senza conoscenza dello specifico e pretende di controllare il traffico imboscandosi negli uffici.
Quindi passiamo la palla ai costruttori i quali, invece di montare un dispositivo che impedisca di avviare il motore se in auto c’è un cellulare acceso, si lambiccano il cervello per renderne sempre più comodo l’uso, anche lasciandolo nel bagagliaio, con l’ipocrita teoria che più comodo corrisponda a più sicuro.
Mi darete del pirla, ma io ritengo che quel minimo di scomodità, a livello quasi subliminale, roba da Principessa sul pisello, che ti impone il cellulare tenuto in mano, ti consenta di mantenere un labile, quasi impercettibile, contatto con la realtà, a differenza delle mani libere che ti permettono di gesticolare e di estraniarti dal mondo e dalla strada, e questo per la ragione che è più facile addormentarsi in un letto piuttosto che su una catasta di rottami ed è più facile soffrire di eiaculazione precoce con una fotomodella slovacca piuttosto che con Moira Orfei.
Già da alcuni anni si sente parlare del sistema, per ora di uso militare, che permette di visualizzare le informazioni sul parabrezza, così uno non si distrae guardando qua e là.
Risposta dei costruttori di auto?
Navigatori con schermi da Bar Sport, con possibilità di leggere i dvd, di scaricare le guide ai ristoranti ed aggiornare il guidatore sulle tariffe delle zoccole in una determinata zona.
Finito?
Naa… Tetti superpanoramici in cristallo, così, quando uno ha già telefonato, letto la posta, finito il Bartezzaghi, scaccolato lo scaccolabile e non sa proprio più come distrarsi, almeno può dare un’occhiata alle nuvole, alle stelle o alle mutande delle signore affacciate al balcone.
Marca “bravo” ai produttori: è come se la Chicco producesse pupazzi di filo spinato e ciucciotti di naftalina.
Però i produttori d’auto stanno sperimentando un sistema che monitorizza il movimento degli occhi e lo analizza, così, se uno sta per addormentarsi, comincia a vibrare il sedile ed a suonare il clacson.
Propongo una miglioria: quando il sistema rileva lo sguardo fisso sul navigatore, sul cellulare o sul tetto panoramico, esce una mano che ti dà uno scoppolone ed una voce, scaricabile da internet, del personaggio famoso che preferisci, che dice:”Guarda dove vai, pirla!…”
Ma sono troppo avanti, predico nel deserto.
Dottordivago
se facessero un test che consista nel camminare in mezzo a dei birilli, facendo insieme il cubo di rubik mentre si recita ad alta voce la spigolatrice di sapri PRIMA di dare la patente ci sarebbero molti meno abitanti dell’aldilà le cui ultime parole sono state “oh caz…”
Il problema e’ che il concetto di tecnologia si sovrappone al concetto di servizio integratio. In altre parole, ogni dispositivo tende ormai ad essere un factotum.
I cellulari sono l’esempio piu’ palese: scattano foto, girano video, fanno vedere la TV, funzionano come GPS, ci puoi fare la presentazione powerpoint… quando in realta’ dovrebbero servire a telefonare!
Perfino i frigoriferi si evolvono: esistono dei modelli che sono in grado di rilevare le tue abitudini alimentari, monitorare lo stato e la quantita’ delle provviste e, quando serve, fare la spesa per te su Internet!
E quindi anche la auto diventano dispositivi integrati: sala da musica, con impianti audio mostruosi che ti impediscono di percepire i rumori della strada, schermi da 1000 pollici per vedere i Blu Ray in HD, tastiere per navigare in Internet e mandare e ricevere messaggi, mappe con ristoranti e locali, playstation, ecc ecc…
Il fatto e’ che una volta, al crescere della complessita’ di un dispositivo, servivano piu’ operatori. Oggi, lo stesso dispositivo viene concepito con la pretesa che possa essere gestito sempre dallo stesso cervello, dagli stessi occhi e dalle stesse mani. Questo va bene quando c’e’ della capacita’ extra ancora non utilizzata, ma l’automobile impegna al 100% ogni parte del guidatore solo per compiere l’operazione di base, cioe’ condurla! Tutto il resto dovrebbe essere delegato ad altre situazioni, anche perche’ ci sono le nostre vite in gioco.
non vorrei che si offendesse nessuno, ma io sulla macchina di qualcuno a cui la guida impegna il 100% delle risorse cerebrali non ci salirei nemmeno per fare il giro dell’isolato…
guidare è una cosa che si fa per apprendimento fisico e reazioni condizionate. se deve entrarci la corteccia cerebrale non funziona, troppo lenta. è come se uno dovesse pensare ad ogni passo che fa quando cammina. e non è che a piedi non si rischi la pelle.
quando facevo un po’ più di montagna e un po’ meno tangenziali, la lezione era “non pensare”, se pensi consciamente a come e dove mettere i piedi, caschi. e soprattutto te la fai sotto e inizi a farti domande oziose come “chi cazzo me l’ha fatto fare di venire quassù”
d’altronde non mi sarebbe mai venuto in mente di mettermi a controllare la posta elettronica mentre camminavo su un crinale…
Ho visto risolvere una situazione intricata non usando la vista ma “LA FORZA”: è stato quando Luke Skywalker ha distutto La Morte Nera, in Guerre Stellari.
La capacità di guida richiede sì, un fattore genetico, ma soprattutto tanta, tanta razionalità.
Ed in macchina con me non si è mai annoiato nessuno, oh!
Dottordivago
caro dottordivago!
lo so di essere in ritardo sulla tabella di marcia (potresti chiamarmi “mister ultim’ora”,tanto per restare in tema) ma questo post stimola parecchio la mia voglia di scrivere. E di scrivere, sull’argomento, ne avrei parecchie di cose:
partiamo dal fatto che anch’io passo buona parte della mia giornata seduto in macchina, ma non perchè faccio il rappresentante o il camionaro..siedo nel sedile di destra,non alla guida quindi, e il mio unico scopo per le 10 ore in cui sono pagato (poco!) è quello di spiegare ad un’altra persona come condurre un veicolo sulla strada! faccio forse l’istruttore di scuola guida?qualche anno fa ti avrei risposto di si,ultimamente però sto cominciando a ridimensionare il mio compito..o per lo meno lo vedo in un’ottica diversa.Direi che il mio scopo nella quotidianità è PROVARE a far capire a chi mi siede alla sinistra (e purtroppo in larga parte dei casi si tratta di perfetti decerebrati) come evitare di ammazzarsi contro altri perfetti decerebrati che invece la patente ce l’hanno già!in 10 ore al giorno, per 5 giorni (più il sabato mattina) di ogni mese di ogni anno, hai in mente quante stronzate mi tocca vedere per strada?quante scene di merda?quante inchiodate all’ultimo secondo?non mi riferisco alle mie vittime: quelle è normale che non siano delle vere e proprie star dell’autodromo..quello che mi schifa è il sempre peggior livello della gente che la patente ce l’ha già!! voglio dire…già con i miei allievi mussi ho le mie rogne -e non mi riferisco solo alla naturale incapacità di certe etnie di condurre qualsiasi tipo di veicolo,spesso già a partire dal carrello della spesa nel supermarket (e vi sfido a darmi del razzista:si,è vero, lo sono..ma è innegabile che quello che vivo ogni giorno mi dà il diritto di pensarlo e di dirlo!è un dato di fatto) – se in più ci si mettono pure gli altri a creare scompiglio tra le corsie…immagina in che stato mentale e fisico sono dopo le 6 di sera!!!
gli esempi si sprecano…sul retro della macchina c’è scritto SCUOLA GUIDA, non “STAMMI ATTACCATO AL CULO E FAMMI I FARI”, brutto mongolo…perchè la prima volta ti mando a cagare, la seconda pianto giù il freno con due piedi. così per qualche settimana in giro per strada non ci vai più! (io ho sempre la macchina di scorta,all’occorrenza)
Giusto la settimana scorsa un cazzone con la BMW (non ce l’ho con te, dottore…ma quello era proprio una cazzone e certi modelli di vettura amplificano il livello di coglionaggine..vedi: audi, golf, alfa dalla 147 in su…e BMW) si è messo a superare contromano davanti ad un incrocio, tutte le macchine che avevo dietro di me..peccato che la prima della fila fosse la mia,e stavo già svoltando a sinistra (dopo aver segnalato con abbondante anticipo con la freccia, e controllato dietro)..risultato: entrambe le macchine sfasciate,traffico bloccato ma per fortuna nessun danno fisico -a parte che il mongolo ha rischiato il linciaggio dei testimoni! per fortuna guidavo io e non un allievo…sennò ci ammazzava entrambi.
dal canto mio ammetto alcune colpe quotidiane,inerenti all’uso del telefonino: nonostante risponda solo esclusivamente tramite auricolare (che lascia libere entrambe le mani ma non il lobo del cervello che servirebbe per guidare -comunque la legge lo permette e quindi sborratevi tutti!!!), spesso purtroppo mi ritrovo a leggere e scrivere messaggini finchè guido…grave distrazione che, se non mi affretto a disintossicarmi – prima o poi mi causerà seri problemi…
mi son dilungato troppo per questo commento…ma se stimolato, ne manderò altri!!!